L'India di Matteo Rea, un foto racconto dalla terra delle tigri

L'India di Matteo Rea, un foto racconto dalla terra delle tigri

Sull’India è stato scritto tanto e non si scriverà mai abbastanza. I viaggiatori di tutto il mondo, nei secoli, hanno visitato questo paese immenso e ognuno di loro ha conservato un ricordo particolare. Ciò che sembra rendere l’India unica è il suo depositarsi nella memoria, con forme, odoricolori e suoni sempre diversi: è un’esperienza privata, intima. Davanti a una grande tela bianca, con una tavolozza di colori infiniti ognuno disegna le sue impressioni: dal giallo del mango, all’arancione del saari, dai colori pastello delle gopuram dei templi, all’oro dei nath, i gioielli che ornano i nasi delle donne.

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Oggi vogliamo raccontarti l’India attraverso gli occhi di un osservatore speciale, Matteo Rea. Matteo ha la passione della fotografia e viaggia in giro per il mondo come infermiere. In uno dei suoi numerosi viaggi è stato nella regione del Bengala occidentale, in una riserva naturale delle tigri, collaborando, come ci ha detto: “con un’associazione umanitaria che cura l’aspetto sanitario e dello sviluppo delle aree rurali ed ha come obiettivo il mantenimento di una discreta stabilità economica, basata su un sistema gestito esclusivamente dalle donne“. Questo è il foto racconto della sua esperienza:

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Il Sundarban National Park è la più grande foresta di mangrovie al mondo, si trova nel delta del fiume Gange, tra India e Bangladesh. Patrimonio dell’UNESCO, ospita una flora e una fauna molto variegate. Le Sundarbans sono attraversate da una complessa rete di fiumi, tanto che circa metà del territorio è sott’acqua e il resto è caratterizzato da isole fangose, con spiagge di sabbia e dune.

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Qui ho avuto la fortuna di osservare delle società incredibilmente semplici, dove la vita quotidiana si svolgeva in assoluta armonia. Chiudo gli occhi e mentre scrivo la mente torna lì, nel bel mezzo della foresta, in un piccolo villaggio chiamato Dhaki. C’è un’atmosfera magica e ancestrale. La mancanza di luce elettrica rende il cielo una meravigliosa opera d’arte. La luna si specchia vanitosa nei laghi, facendoli brillare. Gli anziani riuniscono la famiglia intorno al fuoco e raccontano…

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Nel villaggio di Dhaki nessuno ha mai visto una tigre e se chiedi loro conferma accennano un sorriso e nel mentre pensano “questo è matto, non sa che chi vede una tigre è un uomo già morto?” Solo di rado le tigri si spingono al di fuori del loro habitat per entrare in un villaggio di uomini. Se questi felini uccidono per fame, l’uomo lo fa per piacere, o, peggio, per vendetta. Queste straordinarie creature lentamente scompaiono. Oggi nel mondo esistono poco più di 2500 esemplari di tigri del Bengala, e circa 500 si trovano all’interno della giungla nera. Un’eventuale estinzione di questo felino porterebbe alla rottura di un delicato equilibrio che potrebbe far scomparire l’intero parco nazionale, già preda di un feroce disboscamento. Chi viaggia impara a conoscere le regole che la natura pretende da noi. Se vogliamo continuare a sentire le emozioni che solo questo angolo di mondo sa regalarci, la tigre deve essere salvata; altrimenti in futuro, non ci resterà altro che aprire tristemente i libri di Salgari, per ricordare all’uomo la bellezza e il fascino della giungla del Sundarban.

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Immagini per gentile concessione dell’autore