Cinque fra le isole più inaccessibili del mondo

Cinque fra le isole più inaccessibili del mondo

Nel mondo esistono luoghi estremi e incontaminati, ma soprattutto inaccessibili: e fra questi ci sono moltissime isole. Luoghi che gli esseri umani—magari a causa delle condizioni meteo, o delle restrizioni burocratiche—non riescono a raggiungere facilmente. Ed è un vero peccato, perché spesso sono isole splendide, dominate da una natura rigogliosa.

Dal Regno Unito alla Norvegia, fino ad arrivare in Australia: abbiamo selezionato alcune delle isole più inaccessibili del pianeta. Luoghi in cui la presenza umana è del tutto assente o ridotta al minimo.

Tristan da Cunha – Regno Unito

L’arcipelago di Tristan da Cunha si trova nell’oceano Atlantico meridionale, e fa parte del Regno Unito. È in assoluto uno dei luoghi con insediamento umano più distanti dalla terra ferma: il punto più vicino è rappresentato dalla costa che circonda Città del Capo, in Sudafrica: ma per raggiungerla sono necessari sette giorni di viaggio via oceano.

L’unica isola abitata dell’arcipelago è proprio Tristan da Cunha, ma ce ne sono alcune—fra cui un’isola che è proprio chiamata Isola Inaccessibile, scoperta nel 1692 e formata da un antico vulcano estinto—che a causa della loro posizione e delle condizioni delle maree sono quasi inaccessibili agli esseri umani. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il governo britannico tentò di creare delle coltivazioni su alcune di queste isole, ma il progetto fallì.

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Lampione – Italia

Anche il nostro Paese ha un’isola quasi inaccessibile: si tratta di Lampione, un piccolo lembo di roccia—lunga 200 metri e larga 180—che fa parte del comune di Agrigento, in Sicilia. Le sue coste sono molto alte e ripide, e la scalata è possibile soltanto attraccando con piccole navi private e risalendo con difficoltà le pareti di roccia.

Sulla sommità dell’isola è presente un piccolo faro, costruito dai pescatori di Agrigento con grande difficoltà per rendere visibile l’isola durante la navigazione notturna. Da sempre Lampione è la meta di molti gruppi di uccelli migratori, visto che rappresenta un ottimo approdo per il viaggio verso l’Africa.

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Isola di Capo Horn – Cile

Situata al centro del Canale di Drake—un braccio di mare che si trova nell’arcipelago cileno della Terra del Fuoco—l’Isola di Capo Horn è da sempre circondata da acque impetuose e tempestose, onde anomale e venti fortissimi, che rendono quasi impossibile anche l’attracco delle piccole imbarcazioni.

L’isola è il lembo di terra più estremo del Sud America, e l’ecosistema che lo contraddistingue è veramente inospitale. Con temperature che proibiscono il prolificare della maggior parte delle forme di vita.

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Macquarie – Australia

All’estremità della punta meridionale dell’Australia—nelle acque che si trovano strette fra il Polo Sud e la Nuova Zelanda—si trova quest’isola sperduta, contraddistinta da temperature bassissime che rendono impossibile un normale insediamento umano. Le uniche persone presenti sull’isola sono i tecnici della base permanente della Divisione Antartica Australiana.

Nonostante le sue condizioni climatiche estreme, però, Macquarie presenta dei panorami meravigliosi: tanto che l’UNESCO l’ha inserita fra i Patrimoni dell’umanità.

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Bouvet – Norvegia

Anche quest’isola—come Tristan da Cunha—si trova nella parte meridionale dell’oceano Atlantico, e con l’isola britannica si contende il primato di isola più remota del mondo. Il lembo di terra ferma più vicino—Cape Agulhas in Sudafrica—si trova a oltre 2000 chilometri di distanza. Non esiste alcun luogo di attracco, e l’isola è stata visitata soltanto da team di esploratori professionisti.

Sulle sua superficie, comunque, vivono colonie di gabbiani, foche, leoni marini e pinguini, oltre a specie vegetali come muschi e licheni. Creando uno degli ecosistemi più incontaminati del mondo.

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