Más Afuera e Más a Tierra: le isole che hanno ispirato i grandi scrittori

Más Afuera e Más a Tierra: le isole che hanno ispirato i grandi scrittori

Nel mondo esistono luoghi che hanno contribuito a ispirare la creatività dei grandi scrittori, e fra questi ci sono le isole di Más a TierraMás Afuera: luoghi incredibilmente remoti che sono stati all’origine del romanzo Robinson Crusoe e di un famoso saggio dello scrittore Jonathan Franzen.

Queste due isole fanno parte dell’arcipelago di Juan Fernández, a circa 670 chilometri a largo delle coste del Cile, e sono note rispettivamente anche con il nome di isola Robinson Crusoe e isola Alexander Selkirk.

Scoperte indicativamente nel periodo che va dal 1563 al 1574 dal navigatore spagnolo Juan Fernández, queste due isole di origine vulcanica sono estremamente difficili da raggiungere, perché la loro posizione particolare e il clima subtropicale piovoso che le contraddistingue rendono complesso l’attracco.

L’unica isola abitata delle due è quella di Más a Tierra—che conta 633 isolani secondo un censimento del 2002—su cui venne abbandonato il pirata britannico Alexander Selkirk per ben quattro anni (dall’ottobre 1704 al 2 febbraio 1709, secondo le ricostruzioni).

Fu proprio questo episodio che probabilmente ispirò Daniel Defoe a scrivere il romanzo Robinson Crusoe, che narra le vicende di un naufrago che dopo essere approdato su un’isola semi-deserta e selvaggia impara a sopravvivere senza le comodità della società occidentale.

Ancora più remota di Más a Tierra, però, è l’isola di Más Afuera. Il suo nome originale, infatti, significa “più lontana“: si trova a quasi 800 chilometri dalla costa, e fatta eccezione per alcuni mesi estivi—in cui alcuni pescatori occupano un piccolo insediamento per la stagione di pesca—è completamente disabitata.

Más Afuera è un vero e proprio hotspot biologico per moltissime specie di uccelli marini, e ha anche una foltissima colonia di otarie orsine, una specie molto rara. Raggiungerla è molto complicato, specie nei mesi invernali: dopo aver fatto scalo aereo in un’isola che dista centosessanta chilometri, si affronta una traversata per mare di circa 12 ore su piccole imbarcazioni.

Tutto questo, ovviamente, soltanto se le condizione atmosferiche lo consentono: le sue coste rocciose rendono molto complicato l’attracco, e a volte gli sparuti avventori devono attendere diversi giorni prima che il meteo si stabilizzi e consenta di partire.

Más Afuera negli ultimi anni è diventata piuttosto nota grazie a un saggio dello scrittore Jonathan Franzen, L’isola più lontana, contenuto nel libro Più lontano ancora. Dopo la scomparsa dell’amico e collega David Foster Wallace, Franzen decise di affrontare questo viaggio per superare il lutto e allontanarsi dal clamore che questa tragica vicenda aveva provocato nel mondo letterario.

Quello di Franzen è un racconto di viaggio che coniuga diversi aspetti del vivere un’esperienza ai margini della società civile: la lontananza dagli altri si manifesta anche nel distacco dalla tecnologia, e dall’idea che abbiamo dei normali mezzi che possiamo sfruttare per sopravvivere. Racconta la paura e il senso di impotenza che si ha di fronte alla natura, ma anche il ricongiungimento con essa.

Sono pochi i luoghi del mondo che rendono possibile un’esperienza di questo tipo, e che riescono a essere di ispirazione semplicemente con la loro scarna essenza.

Immagini: Copertina