I sentieri giapponesi del Kumano Kodo, il pellegrinaggio all’altezza del Cammino di Santiago

I sentieri giapponesi del Kumano Kodo, il pellegrinaggio all’altezza del Cammino di Santiago

Nonostante la loro bellezza, le alternative europee al Cammino di Santiago—in Italia c’è la Via Francigena—non eguagliano il famoso pellegrinaggio verso Finisterre, il cui impatto emotivo  può regalarti davvero un nuovo sguardo sulla vita. Ma nel resto del mondo, esiste un’esperienza paragonabile a “el Camino”? Non affrettarti a rispondere “no”. Dai prima un’occhiata alle meraviglie della rete sentieristica del Kumano  Kodo.

È la più vasta e la più antica via di pellegrinaggio in Giappone. L’UNESCO l’ha inserita fra i Patrimoni dell’umanità. È l’unico cammino del mondo a godere di un simile privilegio insieme al Cammino di Santiago. Da più di un millennio il Kumano  Kodō è un percorso di purificazione verso i magnifici santuari shintoisti della penisola di Kii.

Fare trekking lungo i suoi percorsi significa fraternizzare con i locali e con gli altri camminatori. Immergersi nelle acque degli onsenle tradizionali stazioni termali giapponesi. Scoprire pittoreschi villaggi e minshuku, bere sake e innamorarsi della cucina locale. Prendere contatto con un mondo spirituale intenso e solo apparentemente distante da noi.

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Kumano Kodo: dove si trova e quali sono le mete principali

L’area meridionale della montuosa penisola di Kii (Kii-hantō), la più grande penisola di Honshū, corrisponde alla prefettura di Wakayama, a sud di Osaka. Lì si trovano i sentieri oggi conosciuti come Kumano Kodō. Lungo i percorsi ci sono migliaia di santuari shintoisti (jinja), e tre di questi, che formano il cosiddetto Kumano Sanzan, sono le mete principali del cammino.

Il Kumano Nachi Taisha, che vedi nella foto sopra, si trova nei pressi della più alta cascata del Giappone, Nachi-no Taki (133 metri). Era frequentato dai monaci che praticano il culto sincretico Shugendō. Da fondovalle fino al santuario si può percorrere un impressionante sentiero selciato con 267 scalini, fra alberi di canfora, fratte di bambù e cedri giapponesi secolari.

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Gli altri due siti sono il Kumano Hongu Taisha presso Nachisan—l’ingresso all’area sacra è segnalato dal più grande torii del mondo—e il Kumano Hayatama Taisha di Shingu.

A Shingu, nel febbraio di ogni anno, il cielo notturno è illuminato dalle torce pentagonali dei più di 2000 uomini che partecipano alla tradizionale e propiziatoria “Festa del fuoco”.

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La storia del Kumano Kodo

Già più di un millennio fa, nel VI secolo, in Giappone era diffusa la credenza che i kami (spiriti di varia natura, venerati nel credo shintoista) abitassero le aree selvagge della penisola di Kii. In seguito alla penetrazione del buddismo nella regione, nacque un culto sincretico definito ryobu.

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Nella regione andavano in pellegrinaggio anche gli imperatori. Partivano da Kyoto, poi da Osaka raggiungevano Tanabe e le montagne dell’interno. Associato al pellegrinaggio era un vero e proprio culto della natura, mescolatosi poi con le fedi successive. Dopo secoli di grande popolarità, nell’800 il Kumano Kodō cadde in disgrazia anche a causa della distruzione di moltissimi templi. Riscoperto nel XX secolo, frequentato da religiosi e da moltissimi laici—fedeli e no, è stato incluso nei Patrimoni dell’umanità nel 2004, ed è gemellato con il Cammino di Santiago.

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Hiroshige—Veduta del villaggio di Takahara

Le vie del Kumano Kodo

Le vie di pellegrinaggio principali, da percorrere rigorosamente a piedi, sono quattro: Kohechi, Ohechi, Iseji, Nakahechi. La più popolare e battuta—oltre che meglio segnalata—è Nakahechi, la Via Imperiale per Kumano. Il percorso è alla portata di tutti. Anticamente partiva addirittura da Kyoto. Oggi l’itinerario principale parte dal santuario Takijiri-oji di Tanabe sulla costa occidentale, si dirige a est inoltrandosi nel cuore della penisola di Kii, e, in due tappe (corrispondenti all’incirca a due giorni di cammino), raggiunge infine il santuario Hongu Taisha.

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Per considerare completo il pellegrinaggio bisognerebbe visitare tutti e tre i santuari principali. In ogni caso, dall’Hongu Taisha è possibile percorrere una trentina di chilometri per raggiungere il Nachi Taisha e la cascata. Anche questo percorso è diviso in due tappe (di nuovo: due giorni di cammino), Kogumotori-goe e Ogumotori-goeAll’inizio della prima tappa si raggiunge un luogo panoramico straordinario, forse più bello di tutto il pellegrinaggio, Hyakken-gura. Da lì lo sguardo domina tutte le cime del Kumano Kodō.

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Per organizzare un viaggio: su Google Maps puoi farti un’idea delle distanze che corrono fra i tre santuari principali. Sul sito ufficiale dell’ufficio del turismo di Tanabe, invece, trovi di tutto: la descrizione dei quattro percorsi e in particolare del Nakahechinumerose indicazioni riguardanti i trasporti, e molte mappe dettagliate scaricabili in pdf. Ci sono tanti luoghi di ristoro e minshuku nei centri abitati. 

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Puoi trovare qui e qui i resoconti di due viaggiatori, molto dettagliati, che hanno percorso itinerari diversi. Un bell’articolo introduttivo sul pellegrinaggio è questo a cura di Lonely Planet. 

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