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La Scarzuola: la "città teatro" in Umbria

Negli ultimi anni si è parlato molto del futuro dell’urbanizzazione: per sopperire all’inquinamento, agli sprechi, stabilire un equilibrio con la natura, e anche, perché no, riuscire a esplorare nuovi canoni estetici, le nostre città cambiano in continuazione. In realtà possiamo dire che l’ambizione di poter costruire “la città ideale” è sempre stata radicata nell’uomo.

Uno degli esempi più lampanti di questa realtà è la Scarzuola, un luogo in provincia di Terni, in Umbria—in cui San Francesco venne a soggiornare nel 1219—che nel 1956 fu completamente rivoluzionato dall’architetto Tommaso Buzzi che comprò il convento francescano del luogo e il terreno circostante con l’intento di costruire il perfetto centro abitativo.

Stanco delle costrizioni a cui il suo lavoro lo costringeva solitamente, Buzzi aveva in mente di ricreare un luogo che riuscisse a restituire perfettamente il suo pensiero e la bellezza dell’architettura, intesa come arte tecnica che mira a unire il bello e l’utile in funzione della vita dell’uomo.

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I suoi riferimenti, quando progettò la Scarzuola erano Il Vittoriale di D’Annunzio, il Parco dei Mostri di Bomarzo e la Sforzinda del Filarete. Su queste basi ideologiche ha poi costruito uno dei centri più affascinati del centro Italia, un luogo che meriterebbe sicuramente molta più attenzione.

L’intera cittadina ricorda il proscenio di un anfiteatro antico, scolpito nella roccia: già prima di oltrepassare il passaggio in pietra attraverso cui si accede al magnifico borgo circolare, il visitatore si trova di fronte a un’enigmatica scelta che lo mette già di fronte alla filosofia che, insieme alla pietra e al legno, sostiene la Scarzuola: tre porte, la Gloria Dei, la Mater Amoris e la Gloria Mundi. Le prima due conducono rispettivamente alla chiesa della città, la seconda al “Vascello” (un’opera d’arte che richiama il mito di Cupido) e la terza riporta direttamente il visitatore al punto di partenza. Un modo per testimoniare tre componenti fondamentali dell’uomo: lo spirito, l’amore e il viaggio.

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Una volta entrati nel borgo vero e proprio, il viaggio all’interno delle bellezze della Scarzuola, per quanto racchiuse in uno spazio così limitato, sembra non finire mai: c’è la bellissima acropoli del Teatrus Mundi, il Teatro dell’Arnia, la Torre del Tempo, la Porta dell’Arte e della Fantasia. L’intera città segue il movimento del pensiero e dei sentimenti umani attraverso costruzioni enigmatiche e simboliche che sollecitano la riflessione.

In un’epoca in cui ogni aspetto della nostra vita sembra dover essere reso più funzionale, quando pensiamo ai modi in cui è possibile ottimizzare le nostre città, è importante soffermarsi sul percorso intrapreso da Buzzi: in un’ipotetica città ideale il lato umano, quello più profondo e significativo, non deve essere sacrificato. Ma evidenziato.

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