Il lago di Bohinj, in Slovenia, è un posto fuori dal tempo

Il lago di Bohinj, in Slovenia, è un posto fuori dal tempo

Con il passare del tempo si fa sempre più difficile trovare un luogo con una propria identità, dove si vivono ancora antiche tradizioni, nonostante tutto il mondo intorno stia cambiando. 

Ad appena un’ora di macchina da Lubiana, c’è un posto in Slovenia che riesce ancora a mantenere il suo fascino, come se vivesse in un mondo a parte, fuori dal tempo. Stiamo parlando del lago di Bohinj.

Per secoli questo lago è stato completamente isolato dal resto del paese, per mancanza di strade e l’asperità dei monti che lo circondano. Ancora oggi, chi vive in Slovenia conosce il detto: “In Bohinj sono un giorno o due dietro il resto del mondo“.

Se qualcosa oggi è sicuramente migliorato dal punto di vista dell’accessibilità, gli spostamenti dai villaggi che sorgono sulla costa non sono ancora agevoli, soprattutto a Ukanc, un piccolo villaggio il cui nome si traduce, più o meno, in “alla fine del mondo“.

Sono stati questi ostacoli però a rendere il luogo magico ancora oggi. Nonostante la Slovenia, soprattutto nel novecento, sia stata al centro di numerose trasformazioni politiche, il lago di Bohinj ha mantenuto la propria identità.

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Pastori e vaccari portano ancora i loro bestiami sulla cima del monte Vogel, dove d’estate o d’inverno non c’è differenza. Quando giù al lago il clima è mite, in cima al monte sembra di scorgere sempre un po’ di neve. Anni fa per salire fin sopra la cima ci volevano più di 6 ore di attesa, a causa della carenza di strutture.

Il silenzio che avvolge il lago è surreale. Pochi avventurieri vengono a visitarlo, viste le strade ancora dissestate. Le acque del lago non sembrano interessate a queste faccende, restano calme e piatte come sempre. A fare loro la guardia c’è Zlatorog, una statua di un cervo in bronzo scuro.

La storia si è fermata anche dentro i piccoli villaggi sulle sponde. Nella frazione di Ribčev Laz c’è la chiesa di san Giovanni Battista. Nessuno saprebbe datarla con precisione, costruita sicuramente prima del 15esimo secolo. All’interno della chiesa c’è un affresco. Anche da quest’opera si capisce quanto questa zona dell’Europa sia stata per secoli un posto isolato: ai soliti soggetti religiosi, come angeli e personaggi biblici, sono stati aggiunti anche quelli provenienti dalla tradizione popolare, come i vampiri.

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Il lago raccoglie innumerevoli storie e leggende. Non è un caso se sia stato spesso frequentato da Agatha Christie. Anche se la scrittrice non l’ha mai preso come spunto per uno dei suoi gialli. “È troppo bello”, ha detto: “per essere il luogo di un delitto”.

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