Mars One, la missione che porterà degli uomini a lasciare per sempre la Terra

Mars One, la missione che porterà degli uomini a lasciare per sempre la Terra

Sembra una storia incredibile, e probabilmente lo è. Tanto che alcuni non credono vedrà mai la luce: Mars One è l’ambiziosissimo progetto guidato dal ricercatore olandese Bas Lansdorp che già dal 2025 dovrebbe trasferire i primi esseri umani su Marte.

L’obiettivo è quello di fondare una colonia abitativa, e l’aspetto che più ha intrigato il pubblico è che non è previsto un biglietto di ritorno: al momento non ci sono i fondi né la tecnologia per pianificare un rientro sulla Terra.

Una volta arrivati lì, dunque, i coloni non potranno più rientrare sulla Terra. Le conseguenze psicologiche derivanti dal sapere che non c’è possibilità di ritorno sono solo ipotizzabili.

Eppure, stando alle cifre fornite da Mars One, i candidati non sono mancati: dalle 202.586 richieste pervenute si è arrivati a una lista di 100 nomi, tra cui anche un italiano, e il prossimo round decreterà i dieci uomini e le dieci donne che daranno vita alla prima generazione di marziani.

Per le selezioni, via Skype, c’è stato un esame orale contenente qualche domanda tecnica.

Ma ai candidati non era richiesta un’esperienza nell’aeronautica o una particolare formazione: soltanto la disponibilità a lasciare per sempre la Terra. E, con ogni probabilità, anche una certa resistenza alla noia.

Così tra dieci anni, con un nuovo gruppo ogni due anni, è previsto l’inizio delle prime spedizioni. Queste saranno precedute da varie operazioni intermedie, durante le quali una serie di robot preparerà l’insediamento coloniale costruendo moduli abitativi.

I terrestri ricreeranno la loro vita quotidiana su Marte in questi ambienti chiusi da 50 metri quadri l’uno, e nel tempo libero potranno usare la palestra, leggere, socializzare e navigare su internet.

Usciranno soltanto per occuparsi delle coltivazioni, della manutenzione degli impianti e per le ricerche scientifiche.

Secondo l’organizzazione, per permettere la vita su Marte ci sarà bisogno di 50 ettari di coltivazioni e l’acqua sarà ottenuta sciogliendo i ghiacciai attraverso strumenti altamente sofisticati.

A fronte di tutte queste necessità, i costi da coprire sono elevati: intorno ai 6 miliardi di dollari.

Per questo, Mars One ha chiesto ai candidati una quota di iscrizione, mentre la vendita dei diritti televisivi per un reality show sull’addestramento dei futuri coloni dovrebbe rappresentare il maggior introito dell’organizzazione.

Come prevedibile, le preoccupazioni intorno al progetto non mancano.

Le critiche hanno messo in luce i pericoli che i viaggiatori incontreranno: secondo il Massachusetts Institute of Technology di Boston le tecnologie attualmente disponibili non permettono ancora un viaggio del genere.

Ma le difficoltà riguardano anche l’approvvigionamento e la produzione di cibo.

Del resto, le coltivazioni vicino ai luoghi dell’insediamento umano (più estese dei 50 ettari pianificati, dicono gli esperti) potrebbero portare, causa livelli altissimi di ossigeno, all’asfissia, uccidendo i coloni in 60 giorni.

Nel frattempo Bas Lansdorp assicura di aver pensato a tutto, e la tabella di marcia è pianificata.

La fantascienza ci ha sempre raccontato un futuro più o meno prossimo fatto di specie aliene e navicelle spaziali, eppure ancora oggi molti di questi viaggi restano pura immaginazione.

Se Mars One contribuirà ad avvicinarci a quei viaggi, non potremo che ringraziarlo. Anche se per venti persone significherà non tornare mai più indietro.