Cinque meraviglie della natura scomparse nel 2017

Cinque meraviglie della natura scomparse nel 2017

Di fronte alla maggior parte delle meraviglie della natura di ogni parte del mondo—luoghi unici da visitare, fotografare, e tutelare—fermarti a riflettere sulla loro possibile fragilità non è certo il gesto più spontaneo.

Credere che siano destinate a durare per sempre è quasi automatico. Eppure, implacabili processi naturali possono determinarne la scomparsa. Altre volte, invece, è proprio l’irresponsabilità umana a minacciarle. Ecco cinque meraviglie naturali che forse non conosci e che, per ragioni diverse, dal 2017 non esistono più.

Slims River, Canada

Fino alla scorsa primavera lo Slims River era un grande fiume dello Yukon, area nordoccidentale del Canada.

The turquoise water of the Slims River (coming from the left) mixing with the deep blue of Kluane Lake. The distant fall colors makes it perfect! Only a fraction of the water that used to flow in the Slims River is still flowing due to a change in the Kaskawulsh Glacier in 2016. I took the photo during the steep ascent of Sheep Mountain. #Kluane #KluaneNationalPark #ParksCanada #KluaneLake #SheepMountain #TachälDhäl #SlimsRiver #turquoiselake #fallcolors #backpackerslife #betterupthere #getoutthere #enjoynature #gooutside #letsgosomewhere #mountainlife #outdoorlovers #thegreatoutdoors #yukon #yukonterritory #cometomyyukon #exploreyukon #largerthanlife #travelyukon #explorecanada #igerslausanne #canonSwitzerland #landscapephotography

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Dove scorreva il fiume di vasta portata ora c’è la polvere dell’alveo sollevata dal vento. Sono bastati pochi giorni: il ghiacciaio che alimentava questo e altri corsi d’acqua, il Kaskawulsh, si è ritirato fino al punto in cui l’acqua di fusione dedicata allo Slims ha finito per deviare, cambiando direzione per andare a ingrossare un altro fiume, l’Alsek. I ricercatori sono certi che la responsabilità dell’avvenimento sia da attribuire al global warming. Sembrerebbe quindi il primo caso della storia in cui il surriscaldamento globale causato dall’uomo è implicato in un episodio di cattura fluviale.

La Finestra Azzurra di Gozo

Alto quasi 30 metri e largo 25, un imponente arco naturale abbelliva la baia di Dwejra, sulla costa occidentale di Gozo, seconda isola in ordine di grandezza dell’arcipelago di Malta. Composta del calcare dorato (grazie ai sedimenti dei gusci di Globigerina) tipico delle coste maltesi, la Finestra Azzurra era originata dal crollo di grotte subacquee, raggiungendo le sue dimensioni grazie all’opera erosiva delle acque.

Da anni l’accesso al delicatissimo arco—che compare tra l’altro nel primo episodio della serie televisiva Game of Thrones—era vietato ai turisti, a causa delle numerose frane. L’8 marzo di quest’anno, durante una forte burrasca, l’arco è collassato. Privati di un grande patrimonio naturale, i turisti provano a consolarsi scattando simpatiche foto.

L’Hillary Step sul Monte Everest

Se anche tu, come lo era Ernest Hemingway, sei convinto che l’alpinismo sia una delle poche attività umane meritevoli di essere definite “sport”, questa notizia ti rattristerà: a causa del forte terremoto che ha colpito il Nepal nel 2015 non esiste più il Gradino Hillary, la parete rocciosa lunga 12 metri, e quasi verticale, che rappresentava l’ultimo serio ostacolo da superare prima di raggiungere la vetta principale del Monte Everest (vetta che si trova a 8.848 metri di altitudine).

La notizia ufficiale è stata comunicata dalla guida alpinistica britannica Tim Mosedale, che durante una spedizione commerciale sull’Everest nel maggio di quest’anno ha fotografato l’area di macerie che si trova al posto della parete ormai crollata. L’Hillary step era così nominato in onore di Edmund Hillary, l’esploratore neozelandese che nel 1953, insieme al compagno sherpa Tenzing Norgay, raggiunse per primo la vetta più alta del mondo: senza quest’ultimo ostacolo sarà più agevole per gli alpinisti toccare la cima principale del monte.

La ‘Capanna del pioniere’ in California

L’enorme sequoia del parco di Calaveras, uno degli alberi giganteschi della California, aveva più di 1000 anni ed era una grande attrazione turistica. Doveva il suo nome tradizionale (Pioneer cabin tree in inglese) perché aveva il tronco cavo alla base—a causa di bruciature dovute a fulmini o incendi—e le cavità formavano un bivacco simile a una tenda. Questo fino alla fine del XIX secolo, quando, secondo una moda del tempo, vi fu ricavata una galleria. Questa era abbastanza spaziosa da lasciar passare non solo pedoni ma anche carrozze prima e automobili poi.

All’inizio di gennaio 2017 la sequoia—albero dalle radici poco profonde—a causa delle piogge torrenziali abbattutesi sulla California, e ovviamente indebolito dalla cavità alla base, è andata in frantumi.

 La ‘nascita’ dell’iceberg A-68

In questo caso non parliamo di scomparsa ma di un distacco. Un’immane porzione di ghiaccio si è staccata dalla ice shelf—una sterminata piattaforma ghiacciata—della penisola antartica, denominata “Larsen C“. Il fenomeno è definito calving dai glaciologi: fusione naturale che in questi casi porta alla formazione di un iceberg che si separa dalla piattaforma polare. Un’impressionante spaccatura lunga più di 100 km era già stata fotografata da ricercatori NASA alla fine del 2016.

Tra il 10 e il 12 luglio di quest’anno è avvenuto il distacco che ha generato l’iceberg denominato A-68: con i suoi 5800km² di superficie è uno dei più grandi mai osservati. Non è facile stabilire se l’evento sia strettamente correlato al global warming. Certamente, e su questo sono d’accordo tutti gli esperti, il fenomeno del calving non può non esserne influenzato.

Immagini: Copertina