Mongol Rally: la corsa più pazza del mondo per salvare il pianeta

Mongol Rally: la corsa più pazza del mondo per salvare il pianeta

15.000 KM da Roma a Ulan Bator, in Mongolia. Questo è il tragitto della Mongol Rally, “la corsa più pazza del mondo” come amano definirla i suoi partecipanti, che percorrono con auto di seconda mano e di bassa cilindrata, alcuni tra i paesaggi più selvaggi dell’Europa dell’Est e dell’Asia. Le squadre partiranno da Praga il 22 luglio 2019, per la manifestazione non competitiva che raduna da 15 anni alcuni tra i driver più spericolati del mondo.

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Il percorso è libero e ogni auto può decidere su quali strade arrivare in Mongolia, senza nessun supporto tecnico o medico fornito dall’organizzazione, soli tra le montagne, le foreste, le steppe e i deserti dell’Est Europa e dell’Asia Orientale.

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Senza la possibilità di usare GPS o connessione internet, usando solo le mappe cartacee, la manifestazione ha quello spirito avventuriero primordiale, come nella più grande tradizione delle corse rally.

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Mongol Rally, uno scopo importante: salvare il pianeta

L’obiettivo come dicevamo non è competitivo. Anzi tutt’altro. Lo scopo è quello di correre per salvare il pianeta, raccogliendo fondi per l’associazione inglese Cool Earth, una ONG che combatte il cambiamento climatico fermando la deforestazione delle foreste pluviali di Amazzonia, Africa e Oceania. L’idea è quella di sensibilizzare su una delle principali cause del cambiamento climatico e naturalmente raccogliere fondi in difesa di questa causa.

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Di solito nella Mongol Rally il 50% delle macchine non arriva a destinazione per le cause più svariate. Oltre ad avere macchine di seconda mano, senza troppe pretese, la cilindrata dev’essere di massimo 1200 cc e, diciamoci la verità, con le strade tortuose e sterrate dei luoghi visitati, la capacità di queste auto di sopravvivere è abbastanza bassa. Ma quello che conta di più è lo spirito goliardico dei partecipanti e l’approccio green con cui nasce questo evento, che mira a diventare una delle manifestazioni più seguite in Europa. Insomma non un evento sportivo ed agonistico, quindi, ma un’occasione diversa e un po’ folle di fare beneficenza per salvare il mondo.

mongol rally 4Il team italiano: Tandem Express

Tra i partecipanti italiani, Tandem Express, un gruppo di amici romani, Roberto Bocci, Claudia Colla e Antonino Paolini, che partiranno il 21 luglio, con arrivo previsto a inizio settembre. Il team italiano Tandem Express partirà da Roma con una Fiat Panda 4×4, di seconda mano, acquistata e preparata appositamente per l’occasione. Il percorso programmato attraverserà 2 continenti e 14 paesi.

Antonino Paolini che ha raccolto la sfida di questo avventuroso rally, racconta così la sua “missione”: “Quando Roberto Bocci e Claudia Colla mi hanno proposto di unirmi alla squadra, il mio primo pensiero è stato quello di un viaggio verso le origini. Non percorreremo solo le orme di Marco Polo sulla Via della Seta. Come in un viaggio all’interno di una macchina del tempo, riscopriremo le nostre origini, visitando i luoghi che hanno visto crescere quelle civiltà che sono state alla base della cultura mediterranea. L’impero bizantino e quello ottomano a Istanbul, la Persia e l’antica Mesopotamia. E’ un viaggio che ha un valore ancora più forte perché in questo momento di grande scontro tra Occidente e Oriente, sono sicuro che scopriremo tante affinità, a partire dalle tradizioni contadine e dalla cucina, che testimoniano la radice comune di tutti noi.

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La panda del team italiano Tandem Express in una prova su strada

Dall’Europa all’Asia: 45 tappe tra montagne, deserti e steppe

La storia della nascita del Mongol Rally è molto buffa. Gli “avventurieri” nascono nel 2001 quando il fondatore e capo Tom Morgan e il suo amico Joolz decidono che avrebbero provato a guidare una Fiat 126 dall’Inghilterra fino in Mongolia. Il giorno dopo partono per Ulan Bator portando con sè solo un coltello da caccia, un pacchetto di sigari e la loro bizzarria. Inutile dire che non ce l’hanno mai fatta ad arrivare in Mongolia. Sono arrivati fino in Iran. Un buon traguardo comunque.

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Il primo rally ufficiale si tiene nel 2004 e come raccontano dall’associazione fondatrice e organizzatrice del Mongol Rally, The Adventurist, oggi sono molte le auto a tentare l’impresa. I numeri parlano chiaro. 400 auto, 45 giorni e 13 paesi attraversati, tra cui Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Turchia, Georgia, Armenia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Russia, Mongolia. I partecipanti passeranno attraverso la Romania e le misteriose foreste della Transilvania, Varna e il Mar Nero in Bulgaria, l’Armenia e la Georgia alla scoperta delle antiche chiese del Caucaso, Samarcanda e i celebri mausolei dell’Uzbekistan, la capitale dell’Iran Teheran, la Porta dell’inferno in Turkmenistan, le steppe del Kazakistan, della Russia e il deserto del Gobi in Mongolia. Tra le meraviglie più conosciute La porta dell’inferno in Turkmenistan, una voragine di origine artificiale causata da una via di fuga di gas naturale, che brucia ininterrottamente dal 1971.

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Non ci resta che aspettare l’inizio di questa folle corsa e seguire i coraggiosi guidatori nel loro percorso, in un viaggio da buontemponi con un nobile obiettivo, che divertirà sicuramente i suoi partecipanti.

Per approfondire:
Sito ufficiale di The Adventurist, organizzatore del Mongol Rally
Sito ufficiale Tandem Express, i partecipanti italiani del Mogol Rally
Pagina Facebook Tandem Express
Canale Youtube del Mongol Rally

Per partecipare al rally puoi iscriverti qui.

Foto: Flickr The Adventurists