Montenegro in bicicletta, un percorso breve ma indimenticabile

Montenegro in bicicletta, un percorso breve ma indimenticabile

Dopo aver attraversato in bicicletta la splendida regione dell’Algarve in Portogallo e aver percorso il “Rallarvegen” in Norvegia è giunto il momento di dedicare il giusto spazio a una zona dell’Europa molto vicina all’Italia ma spesso sottovalutata. Una gemma incastonata tra i Balcani: il Montenegro.

Seppur piccolo, il Montenegro è una zona che ha una conformazione geografica ben riconoscibile, le montagne lo rendono uno tra i più aspri territori europei e si elevano in media a più di 2.000 m. È un posto ricco e magnifico per ammirare la bellezza delle vallate, del litorale e delle pianure.

Attraversarlo in macchina è sicuramente comodo, ma essendo piccolo un viaggio di questo genere rischia di approssimare la sua bellezza. Per questo motivo il modo migliore per visitarla è in bicicletta. Con pazienza e tenacia.

L’EuroVelo 8 è un percorso ciclabile che connette Cadice, in Spagna, a Cipro; ed è conosciuto come la “strada del Mediterraneo“. I suoi 5900 chilometri attraversano anche il Montenegro.

Si può iniziare il percorso dal confine con il Kosovo in Serbia o risalendo dall’Albania dove si trova la strada che da Tuzi, a pochi chilometri dal lago di Scutari, raggiunge Podgorica, la capitale del Paese. All’inizio del viaggio è consigliabile portarsi cibo e bevande, la zona infatti è per lunghi tratti disabitata. Arrivati a Podgorica, si può trovare tutto quello di cui si ha bisogno. Ristoranti, alberghi, pub per riposarsi e partire il giorno dopo.

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Per raggiungere Budua, uno dei posti più famosi del Montenegro, dove si trovano spiagge bellissime (e la penisola di Santo Stefano, un piccolo villaggio di pescatori del 15esimo secolo), si può attraversare Virpazar, una regione verde smeraldo dove poter assaggiare prodotti tipici montenegrini. Da qui inizia la strada di montagna.

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Si arriva a Cattaro, patrimonio mondiale dell’UNESCO. La città vecchia, nota per le sue mura, si specchia nelle Bocche, una serie di bacini perfettamente riparati dal mare aperto, che costituiscono il più grande porto naturale dell’Adriatico e ricordano per la loro forma i fiordi della Norvegia.

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Superata la città, il tracciato risale fino ai 1000 metri e diventa impegnativo. Una volta lassù il panorama è magnifico. Costeggiando le Bocche di Cattaro ci si può addentrare nel parco nazionale del monte Lovćen, dove si possono ammirare i katuni, le capanne tradizionali dei pastori-guerrieri montenegrini.

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Si può visitare Cettigne, l‘antica capitale del Montenegro, edificata alla fine del ‘400, prima di chiudere il tour a Castelnuovo, vicino al confine con la Croazia. È un viaggio breve ma profondo, e se gustato con la giusta calma, l’unico lato negativo è il non poter pedalare per altri chilometri e chilometri.

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