Ninfa, il giardino più romantico d'Italia

Ninfa, il giardino più romantico d'Italia

“Ecco Ninfa, le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese giace mezza sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei”. Così si esprimeva, nelle sue passeggiate romane, lo storico e medievalista tedesco Ferdinand Gregorovius. Se da una parte il paragone con Pompei può sembrare audace, dall’altra sottolinea quanto questo luogo sia incantevole.

Da molti è stato definito “il giardino più romantico d’Italia”. Nel 2000 tutta l’area di Ninfa è stata dichiarata monumento naturalistico ed è considerato dal New York Times uno dei più belli al mondo.

L’atmosfera che si respira è fuori dal tempo, molti turisti che l’hanno visitata hanno avuto l’impressione che si trattasse di un luogo antichissimo, dove le piante avevano migliaia di anni.

Il suo nome ha origine in epoca romana ed è dedicato alle Ninfe Naiadi. Piccola ma florida città (contava circa centocinquanta case, varie chiese, un castello, un municipio, due ospedali, alcuni ponti ecc) dell’VIII secolo, venne saccheggiata e parzialmente distrutta nel 1382.

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La città non venne poi mai completamente ricostruita, visti i continui abbandoni a causa della malaria che in quel tempo infestava il luogo (fino agli inizi del secolo scorso, con la bonifica di Mussolini). In questa città-fantasma, nel XVI secolo, venne progettato dal cardinale Nicolò III Caetani, amante della botanica, “l’hortus conclusus”.

Nel 1921 Gelasio Caetani iniziò la bonifica della zona e il restauro dei ruderi, in particolare della torre e del municipio per farne una residenza estiva. Ristrutturò anche l’orto, iniziando a piantare diverse specie botaniche che riportava dai suoi viaggi in giro per il mondo, adatti al clima del luogo. Proprio in questi anni, quando raggiunge di nuovo il suo massimo splendore, Ninfa divenne una meta preferita di molti scrittori, come D’Annunzio e Pasternak, oltre che loro fonte d’ispirazione.

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Oggi si possono trovare oltre 1300 piante diverse negli otto ettari di giardino. Ci sono i viburni, i caprifogli, i ceanothus, le clematidi, i cornioli e molte altre. Tantissime le rose rampicanti.

Il clima mite della zona ha permesso anche la coltivazione di piante tropicali come l’avocado, la gunnera manicata tipica degli ambienti fluviali brasiliani, papiri, banani… Dal 1976 intorno al giardino è nata un’oasi del WWF per proteggere la fauna e per agevolare, attraverso un sistema di aree umide, la nidificazione dell’avifauna.

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Il giardino di Ninfa è aperto al pubblico soltanto in alcune date stabilite, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16, ed è obbligatoria la visita con la guida. Tutte le informazioni su costi, orarigiorni, oltre anche all’acquisto online dei biglietti, si possono trovare qui.

Domenica 9 ottobre la Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta onlus, ente che gestisce il giardino, ha deciso di aprire al pubblico in via del tutto eccezionale  per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto del 24 agosto 2016. Il Giardino si trova sulla via provinciale ninfina 68, a Cisterna di Latina.

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Immagini via Flickr e Wikipedia