Patrimoni dell'umanità: Assisi e i luoghi francescani

Patrimoni dell'umanità: Assisi e i luoghi francescani

“Per i suoi capolavori dell’arte medievale, come la basilica di San Francesco e i dipinti di Cimabue, Lorenzetti, Martini e Giotto, Assisi è stata un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo dell’arte e dell’architettura italiana ed europea”. Questa è la motivazione dell’UNESCO per averla inserita tra i Patrimoni dell’umanità.

Dopo aver visitato virtualmente Pompei, Ercolano e Torre Annunziata; la Necropoli di Pantalica a Siracusa; i trulli di Alberobello; l’Etna; Verona e Urbino; è arrivato il momento di fermarsi ad Assisi, in Umbria, per conoscere da vicino una delle città più importanti della storia italiana, che diede i natali ai patroni d’Italia: san Francesco e santa Chiara.

Citata anche nel Paradiso dantesco (al canto XI), Assisi rappresenta ancora oggi una città-simbolo di pace e accoglienza. Ma conosciamola meglio. Le prime tracce di insediamenti umani sono antichissime, risalgono al Neolitico. Venne chiamata “Assium” dai Romani nel 295 a.C. quando estesero il loro dominio nel centro Italia.

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Nel 1181-82 nacque Francesco, fondatore dell’ordine che poi prenderà il suo nome. Il “poverello d’Assisi” fu anche uno dei padri della letteratura italiana, con il suo Cantico delle creature. Oggi la sua tomba è un richiamo continuo di pellegrini e ammiratori che ogni anno si dirigono per portare il loro saluto.

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Tra le costruzioni più importanti della zona c’è ovviamente la sua basilica, iniziata a costruire nel 1228 e che conserva le spoglie del santo. La basilica è formata da due chiese sovrapposte, costruite in due fasi distinte. La prima di stile romanico, la seconda di stile gotico.

Le decorazioni all’interno sono una delle massime espressioni artistiche del nostro Paese. La Maestà di Cimabue, le decorazioni della Cappella della Maddalena con le Allegorie francescane, opera di Giotto e dei suoi aiutanti, oltre ad affreschi di Simone Martini e Pietro Lorenzetti, due pittori senesi del Trecento.

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Qualche anno dopo, tra il 1257 e il 1265, venne costruita la basilica di santa Chiara che come è per Francesco, conserva le spoglie della santa. Lo stile preponderante è quello gotico.

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Il sisma del 26 settembre 1997 che colpì Umbria e Marche causò molti danni ai luoghi d’arte di Assisi. Soprattutto alla volta della Basilica superiore e la conseguente distruzione di numerosi affreschi. Non tutto il materiale è stato possibile recuperare, anche perché già prima del crollo le condizioni di alcuni affreschi non erano buone. I lavori, svolti da decine e decine di restauratori, durarono 60mila ore. Oggi, ciò che è stato possibile, è stato riportato al suo antico splendore.

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Se sei interessato a visitare Assisi ti consigliamo di dare un’occhiata al portale visit-assisi; alla voce “ospitalità”, troverai tutte le informazioni necessari su come spostarti, dove pernottare e le attività della città, aggiornate quotidianamente.

Immagini via Flickr e Wikipedia