Tutti i patrimoni Unesco del Sud Italia

Tutti i patrimoni Unesco del Sud Italia

Ci piace presentarti le bellezze (e stranezze) del mondo: le zone incontaminate, un lago rosa dell’Australia, i luoghi del Cile dall’Isola di Pasqua fino a Los Pinguinos, le peculiarità del Brasile, ecc. Tra i nostri interessi non manca certo il nostro Bel paese. Oggi vogliamo riassumere con una carrellata i luoghi riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Partiamo dal Sud della nostra penisola, soprattutto perché l’estate si avvicina.

Sicilia

Quest’isola è la regione italiana con il maggior numero di patrimoni Unesco: nove. A parte il Teatro dei Pupi e la coltivazione agricola della “Vite ad Alberello“, definiti patrimoni immateriali, tutto il resto è visitabile. Si parte dal Parco dell’Etna e i suoi 16 comuni fino ad arrivare al capoluogo Palermo, con i suo monumenti di matrice arabo-normanna.

Tra l’altro i siti archeologici ellenici più importanti al mondo si trovano qui: la Valle dei Templi agrigentiniSiracusa, con le sue Necropoli di Pantalica e Neapolis, antico centro cittadino durante la dominazione greca. Poi ancora l’arcipelago delle Eolie per le sue bellezze naturali, la Val di Noto risorta in epoca barocca dopo un terribile terremoto che distrusse la città e, infine, la Villa del Casale di Piazza Armerina, nota per i suoi mosaici africani e romani.

unesco tempio sud

Campania

In questa regione, i siti Unesco sono ben sei. Innanzitutto si parte dal capoluogo: Napoli. Fondata dai coloni greci nel 470 a.C e luogo di passaggio di diversi popoli, questa città conserva un patrimonio unico, visibile soprattutto nel centro storico. Lo stesso vale per i diversi comuni della costiera amalfitana come Positano e Amalfi.

Abbiamo, poi, l’area archeologica e patrimonio Unesco che interessa Pompei, Ercolano e Torre Annunziata: in tutto il mondo si ricorda ancora nei libri di storia che un’eruzione del Vesuvio seppellì queste due città il 24 agosto dell’anno 79 d.C. Un altro patrimonio è il territorio che comprende il Parco nazionale del Cilento e il Vallo di Diano e Alburni, senza dimenticare la Chiesa di Santa Sofia a Benevento.

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Puglia

A questa grande regione sono state riconosciute dall’Unesco ben tre diverse tipologie di strutture da annoverare come patrimonio dell’umanità. Innanzitutto, le caratteristiche costruzioni coniche in pietra a secco tradizionale note come “Trulli“, situate soprattutto nelle zone di Alberobello; poi, il Santuario di San Michele, a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, conosciuto come uno dei “luoghi di potere dei Longobardi in Italia”; e, infine, il Castel del Monte di Andria, che secondo la leggenda sarebbe uno dei luoghi legati all’Ordine dei Templari.

unesco sud

Basilicata

Questa regione ha due patrimoni, entrambi di un valore inestimabile. Il primo è il più conosciuto anche all’estero: stiamo parlando del comune di Matera, la terza città più antica del mondo. È nota per essere la “città dei Sassi”: all’inizio era solo un insieme di grotte naturali e rocce che col tempo si sono trasformate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali, il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano. Il secondo patrimonio è condiviso con la Calabria ed è il parco naturale più grande d’Italia, quello del Pollino.

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Sardegna

A quest’isola sono stati riconosciuti tre patrimoni: il tradizionale “Canto a tenore“, la celebrazione “Faradda di li candareri” e l’insediamento Nuragico di Su Nuraxi. Ovviamente l’unico patrimonio visitabile è il terzo. Si trova nel paese di Barumini ed è la dimostrazione che questo territorio sia stato abitato fin dall’età del Bronzo.

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