Pentapoli, le cinque città dell'Algeria che testimoniano la bellezza della cultura berbera

Pentapoli, le cinque città dell'Algeria che testimoniano la bellezza della cultura berbera

Lo sviluppo dei centri urbani nel corso della storia ha affiancato il raffinarsi delle culture. Il modo in cui i vari popoli costruivano e posizionavano le proprie città si è sviluppato nel corso dei secoli, e studiare i siti archeologici è un ottimo modo per capire come vivevano le civiltà del passato. Ma anche osservando le antiche città che ancora persistono è possibile farlo.

È il caso, ad esempio di Pentapoli, un antico centro berbero, in Algeria, che raggruppa cinque diverse città: Melika, Béni-Isguène, Bou Noura, El Atteuf e Ghardaia. Si trova nella Valle dello Mzab, a ridosso del Deserto del Sahara, là dove un tempo sorgeva un’oasi che offriva riparo ai berberi nomadi.

Durante l’XI secolo alcune di queste popolazioni nomadi decisero infine di stanziarsi nella regione, fondando le cinque città che sarebbero andate a creare Pentapoli. Questi cinque centri erano studiati per creare una fortezza unica: ognuno di essi si sviluppò circolarmente, attorno a cinque moschee i cui minareti fungevano da torri di guardia.

Sunset over Ghardaia

Ghardaia

La conformazione delle città era estremamente singolare: ogni fila di abitazioni si sviluppava in stretti cerchi concentrici, con le moschee al centro, creando una serie di “barriere” all’interno delle mura che servivano per arrestare l’avanzata del nemico in caso di invasione. L’ultimo baluardo cittadino era proprio la moschea.

Le case, costruite seguendo il tipico stile architettonico delle città berbere dell’epoca, erano tinteggiate con i colori caldi della terra, e si estendevano fino ai bastioni principali. Erano realizzate seguendo una struttura ad alveare, tutte simili fra loro, e fra di esse si sviluppavano dei vicoli strettissimi.

Lo stile urbanistico della città nel corso del tempo ha sviluppato l’interesse di moltissimi grandi architetti: Le Corbusier, ad esempio, visitò Pentapoli all’inizio degli anni Trenta. Viste dall’alto, le case sembrano proprio formare degli incastri che ricordano i nidi delle api.

Cooling down after the daily market auction in Beni Isguen

Béni-Isguène

Alle cinque città iniziali si sono poi aggiunte, negli anni successivi, anche quelle di Berriane e di Guerara, formando un’odierna EttapoliNonostante il passare dei secoli, gli abitanti di questi villaggi berberi ancora oggi conservano le stesse tradizioni e lo stesso stile di vita che hanno sempre contraddistinto questo antico insediamento. È un simbolo della cultura berbera—ormai sempre più esigua—tanto che nel 1982 l’UNESCO l’ha inserita nella lista dei Patrimoni dell’umanità che conservano ancora oggi le testimonianze di culture tradizionali.

Per raggiungere Ghardaia si possono sfruttare i voli interni dell’Algeria, consultando i vari siti che offrono sconti sulle varie tratte.

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