Cinque tra i posti abbandonati più cupi del mondo

Cinque tra i posti abbandonati più cupi del mondo

Nonostante i luoghi abbandonati ci incutano timore, non riusciamo a non rimanerne affascinati. Che si tratti di un paesino, come Monteruga in Salento, o di una città fantasma, come Craco in Basilicata, l’interesse è talmente forte da superare le paure più inconsce—un po’ come quando abbiamo voglia di vedere un film horror.

A testimoniarlo esistono diversi progetti fotografici sui luoghi ormai abbandonati delle nostre città. Sono il risultato di un filone fotografico: l’Urban exploration (esplorazione urbana). Un suo esempio concreto è riscontrabile nei lavori di Silvia Camporesi—una fotografa che gira l’Italia per immortalare i luoghi più macabri d’Italia.

Italia a parte, però, esistono dei luoghi in giro per il mondo dall’atmosfera davvero inquietante. Ne abbiamo scelti cinque per te.

La miniera di diamanti a Mirny, in Russia

Nella profonda Siberia dell’est, si trova un immenso buco profondo ben 525 metri e largo 1,2 chilometri di diametro. Si tratta di una miniera di diamanti aperta sin dal 1955 per volere di Stalin. L’aspetto dell’intera area è impressionante: la gola scavata negli anni si trova così in profondità, che ancora oggi l’accesso è vietato ai visitatori per pericolo di cedimenti in alcune zone. L’area totale, che comprende anche le strutture abbandonate di supporto degli operai, appare come uno scenario post-apocalittico. E agli aerei è vietato di volare sopra la zona in cui si trova la miniera di Mirny, perché l’ampiezza del dislivello crea correnti discensionali che potrebbero farli precipitare.

Ностальгия

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Nel 2004 la miniera è stata ufficialmente chiusa. Anche se in alcune sezioni minori si continuano ad estrarre diamanti. Fino alla sua chiusura, la miniera era stata una delle più produttive del Paese.

La città fantasma di Pripyat, in Ucraina

Fino al 26 aprile 1986, Pripyat era una grande e popolosa cittadina ucraina. Situata al confine con la Bielorussia, vi abitavano più di 50.000 persone. Essendo vicina al confine, Pripyat era sempre piena di vita: c’erano commercianti in continuo movimento, mercatini, e parchi gioco itineranti.

Situata ad appena 15 chilometri da Chernobyl, però, la città fu completamente evacuata dopo il disastro nucleare, e ancora oggi non resta altro che un luogo completamente abbandonato. Che sembra uscito da un film. Fino a qualche anno fa, il governo ucraino impediva totalmente il turismo in questa zona. Perché la città si trovava all’interno della “zona di esclusione“: un’area circolare che comprendeva tutti i territori situati a meno di 30 chilometri dalla centrale di Chernobyl.

Oggi, però, con le dovute precauzioni è possibile visitarla. E da Kiev partono continuamente visite turistiche organizzate per vedere uno dei luoghi più desolati ed estremi del pianeta.

Kindergarten. #chernobyl #pripyat #darktourism #creepyaf

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Case, infrastrutture, auto, luna park: tutto è ancora lì, abbandonato da tutti gli abitanti senza voltarsi indietro. Un’atmosfera spettrale che incute timore, e che negli anni ha attirato diversi fotografi per realizzare progetti di vario tipo sulle conseguenze del disastro.

Il “villaggio alieno” di Sanzhi, a Taiwan

Si tratta di un progetto urbano incompiuto e completamente abbandonato. Queste case dall’aspetto futuristico erano state pensate come le nuove abitazioni dei militari americani di stanza in Taiwan. E furono costruite appunto sulla costa, nella città di Sanzhi.

Ciudad fantasma Sanzhi (Taiwán) ? #Ciudad #taiwán #Sanzhi #ghost

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I lavori iniziarono nel 1978, ma a causa della mancanza di finanziamenti furono bloccati due anni dopo. La leggenda narra che la città fantasma sia posseduta dagli spiriti di alcuni uomini che persero la vita durante i lavori. Per altri, il problema è che le case-ufo sono state costruite sopra un antico cimitero.

Al di là delle leggende, il villaggio rimane un’attrazione turistica abbastanza inusuale: molti lo definiscono “il villaggio alieno“, perché le abitazioni prefabbricate assomigliano a delle navicelle spaziali.

Le fortezze marittime Maunsell, in Inghilterra

Si tratta di piccole piattaforme marittime ultimate nel 1942 dall’esercito britannico. Venivano usate come ulteriore difesa per i possibili attacchi tedeschi sull’estuario dei fiumi Mersey e Tamigi. Negli anni Cinquanta vennero completamente messe in disuso: diventando dei relitti abbandonati.

Fino a che nel 1967 un uomo chiamato Paddy Roy Bates non occupò alcune piattaforme insieme alla famiglia e alcuni sodali, e dichiarò la zona come nazione indipendente. Nominandola Principato del Sealand.

L’ospedale militare di Beelitz, in Germania

Questo ospedale fu costruito un po’ fuori mano dalla città tedesca di Beelitz all’inizio del Novecento.

Era stato pensato per ospitare i malati di tubercolosi.

La struttura è rimasta nota anche perché è stata la dimora di Hitler per qualche giorno durante la Prima guerra mondiale.

#beelitzheilstätten #beelitz #heilstätten #ruine #brandenburg

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Oggi la struttura è completamente abbandonata, e lasciata a se stessa.

Immersa in un enorme parco, e con la sua architettura vetusta, sembra la “perfetta casa dei fantasmi”.

Noch auf der Suche nach einem Wochenendausflug? Diese Rundfahrt ist ein Fest für Natur- und Kulturliebhaber. Zwischen Potsdam und Beelitz könnt Ihr radeln und Euch zugleich von Kunst und Wissenschaft inspirieren lassen. Los geht‘s am Potsdamer Hauptbahnhof, der mit Regionalzügen und der S-Bahn von den großen Berliner Bahnhöfen aus schnell erreichbar ist. Der Ausflug kann mit einem Besuch im Museum Barberini beginnen, dem Kunstmuseum am Alten Markt im Zentrum der brandenburgischen Landeshauptstadt. Vom Alten Markt fährt man nach dem Ausstellungs-Besuch dann ein Stück den Radweg an der Breiten Straße entlang, um die Havel zu umrunden und in der westlichen Vorstadt auf einen wunderschönen Uferweg zu treffen, den man bis nach Geltow fahren kann, um dort die Fähre nach Caputh zu nehmen. Alte Villen liegen in wunderbaren Gärten, die Häuser werden größer, neue Gebäude säumen das Ufer. Von Geltow fährt die Seilfähre Tussy II über die Havel ans gegenüberliegende Caputher Ufer. In Caputh kann man das Haus von Albert Einstein besichtigen, der hier mit seiner Familie von 1929 bis 1932 gelebt hat. Von Caputh aus geht es einen Radweg am Schwielowsee entlang. Hier gibt es viele Buchten, ideal, um zum Schwimmen in den See zu springen. Es gibt aber auch eine kostenpflichtige Badestelle in Ferch mit Imbiss, Seeterrasse und Kajakverleih. Direkt danach taucht man in den Wald ab. Schattenspendende Bäume säumen den teilweise etwas verschlungenen Weg nach Beelitz. Doch bevor man im ehemaligen Wallfahrtsort ankommt, passiert man den gespenstischen Ort Beelitz-Heilstätten. Dort befinden sich die Ruinen des einst riesigen Sanatoriums. Heute kann man die verfallenen Gebäude wieder besichtigen, zumindest von oben. Ein Baumkronenpfad führt in 23 Metern Höhe über Ruinen und Wälder (siehe Bild). Bäume wachsen aus den Sanatoriumsfenstern. Manche Äste kann man berühren. Wer nicht so hoch hinaus mag: Eine Gaststätte und kleine Kioske verteilen sich auf der Parkanlage. Zurück nach Berlin geht es vom nahen Bahnhof Beelitz-Heilstätten. Oder man fährt noch weiter nach Beelitz – und dann erst zurück. Ganz nach Lust und Kondition. #berlin #backtonature #green #instanature (Foto: dpa)

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