Quattro paesi che in realtà non esistono

Quattro paesi che in realtà non esistono

Stando alle Nazioni Unite, gli stati riconosciuti ufficialmente nel mondo sono 193. L’ultimo paese, in ordine cronologico, ad essere ammesso è stato il Sud Sudan, nel 2011

Oltre a questi, però, esistono anche altri paesi “fantasma”, che per vari motivi non vengono considerati tali. Il geografo inglese Nick Middleton, nel suo libro Atlante Dei Paesi Che Non Esistono, si è occupato proprio di queste realtà: stati che non vengono ritenuti tali dalle istituzioni, ma che per molte persone rappresentano degli effettivi paesi di appartenenza.

Di stati de facto, di nazioni autoproclamatesi indipendenti e di territori che vorrebbero, per storia e tradizioni culturali, essere riconosciuti, ce ne sono moltissimi. Ne abbiamo selezionati quattro, fra quelli individuati da Middleton, di cui probabilmente non hai mai sentito parlare.

Lakota

I lakota sono un popolazione appartenente alle tribù sioux di circa 100.000 abitanti: sono stati i primi a sottrarsi ai trattati con gli Stati Uniti e a dichiararsi nazione indipendente pur occupando una zona all’interno dei confini americani, precisamente in un’area compresa fra North Dakota, South Dakota e Wyoming. Sono ufficialmente riconosciuti soltanto dalla Bolivia e dal Venezuela.

Mapuche

Questa nazione fantasma è uno dei paesi non riconosciuti che conta il maggior numero di abitanti: in questo caso quasi due milioni. Il territorio che copre, infatti, è occupato da una delle popolazioni indigene più antiche del Cile, che mirano all’indipendenza da più di 400 anni.

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Moskitia

Questa micronazione, appartenente ufficialmente al Nicaragua, si è autoproclamata indipendente nel 2009. Conta 150.000 abitanti e ha anche una capitale: Puerto Cabezas. Ha leggi proprie, una costituzione, e un sistema giuridico indipendente.

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Morac-Songhrati-Meads

Questo arcipelago è stato dichiarato indipendente per la prima volta nel 1877, da un capitano navale inglese: James George Meads. Da allora, gli eredi di Meads si contendono la proprietà di questa nazione non ufficiale, che in realtà è contesa anche da molti paesi riconosciuti, come Cina, Taiwan, Malesia, Vietnam e Filippine. Il motivo di tanto interesse verso queste isole è molto semplice: sotto i suoi fondali, infatti, ci sono dei giacimenti di petrolio.

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