Perché il viaggio di ritorno dura meno dell'andata?

Perché il viaggio di ritorno dura meno dell'andata?

Si chiama l’effetto “viaggio di ritorno“. E consiste nella sensazione che ritornare sia più breve del partire. Nonostante la distanza sia la stessa e il percorso identico.

Il giornalista Joseph Stromberg, su Vox, ha raccolto gli studi di alcuni scienziati su questo particolare effetto che accomuna tutti i viaggiatori.

Prima di leggere insieme le varie ipotesi una precisazione: l’effetto “viaggio di ritorno” non riguarda i tragitti che facciamo tutti i giorni. Le aspettative in quel caso sono in linea con la realtà.

Ecco le varie ipotesi:

1 – Perché il viaggio di ritorno ci sembra più familiare

È stata la prima spiegazione, negli anni ’50. Altre ricerche, più recenti, l’hanno confermata.

All’andata sei concentrato sulla strada che stai percorrendo per la prima volta. Questo trovarti davanti a fenomeni non familiari costringe la tua mente a concentrarsi sul viaggio e l’impressione è quella che il tempo passi molto lentamente.

Durante il ritorno invece la tua mente è più rilassata, si distrae e il tempo sembra scorrere più in fretta.

Questo spiegherebbe anche perché il tempo sembra correre più veloce mano a mano che invecchi: all’aumentare dell’età diminuisce il numero di esperienze nuove, dandoti l’impressione che tutto sia familiare.

2 – Perché sopravvaluti la lunghezza del ritorno

In uno studio del 2011, lo psicologo tedesco Niels van de Ven scrive: “Le persone in genere sono troppo ottimiste sul tempo che impiegheranno all’andata. E si sorprendono che il viaggio sia stato più lungo di quanto si sia immaginato”. In base a questa esperienza, pensi che il viaggio di ritorno durerà tanto, troppo, e  ti sorprendi del contrario.

3 – Perché sei preoccupato dal dover arrivare in tempo

La paura di arrivare in ritardo ti spinge a controllare costantemente l’orologio, e fissando la tua attenzione sul tempo non ti sembra passare mai.

Nel viaggio di ritorno, secondo Dan Zakay, sei più rilassato, perché non hai l’ansia di arrivare in tempo.

4 – Peché dipende dal senno di poi

Secondo l’ultima ricerca pubblicata dal giornale scientifico PLUS ONE l’esistenza dell’effetto viaggio di ritorno è soltanto una questione di senno di poi.

L’esperimento è stato questo: un gruppo di partecipanti ha visto due video, uno in cui un cameraman andava da un punto A a un punto B e l’altro in cui andava da un punto B a un punto C, entrambi della stessa lunghezza.

Soltanto dopo aver visto i due video, quando è stato chiesto loro di indicare quale dei due fosse stato il viaggio più breve (anche se non era vero), molti hanno scelto il secondo.

Il solo fatto che ci sia stato da scegliere tra un viaggio di andata e uno di ritorno ha alterato il giudizio sul tempo.

Immagine via Flickr