La salita in vetta al Monte Velino, uno dei più bei percorsi escursionistici dell'Italia centrale

La salita in vetta al Monte Velino, uno dei più bei percorsi escursionistici dell'Italia centrale

Dopo quelle del Gran Sasso e della Majella, la Sirente-Velino è la terza catena montuosa per altezza degli Appennini. L’omonimo parco naturale che copre tutta la sua estensione, dall’Abruzzo occidentale (provincia dell’Aquila) a una piccola porzione del Lazio orientale, ti offre l’opportunità di percorrere un gran numero di sentieri naturali adatti a tutte le età e a tutte le esigenze: itinerari culturali alla ricerca di piccoli borghi ricchi di storia, sentieri naturalistici in cui è possibile avvistare cervi, falchetti e—se si è fortunati—aquile, nonché bellissime escursioni in montagna.

Indimenticabile fra queste è la salita sul monte Velino, che con in suoi 2487 metri di altitudine è la terza cima degli Appennini. Questa montagna—meno nota e molto meno frequentata delle cime del Gran Sasso—ha un fascino tutto particolare. Sul versante nord, dalle sue cime spoglie digrada verso valle in ripide gole ricche di vegetazione di bassa quota.

Il brullo versante nord-est invece, spazzato dal vento e solcato dalle enormi “scodelle” dei suoi circhi glaciali, incute quasi una sorta di timore reverenziale. Proprio da questo lato la salita è più affascinante.

Scalare il Velino

Salire sulla cima del Velino in condizioni meteorologiche favorevoli, nonostante il dislivello da coprire—circa 800 metri—non sia di poco conto, è un’impresa abbordabile anche se non sei particolarmente allenato. Se parti di prima mattina puoi farlo anche in giornata. I sentieri percorribili sono molti, a seconda di dove si decide di partire.

Uno dei percorsi più battuti inizia dalla piana di Campo Felice (qui le indicazioni per raggiungerla dall’autostrada A24), da cui puoi dirigerti, attraverso sterrati, prati e zone boschive, verso il Rifugio Sebastiani nel cuore del gruppo montuoso del Velino.

Dopo un’ora e mezza di escursione ti trovi al rifugio Sebastiani, a 2102 metri di altitudine. Il rifugio, gestito con grandissima cura, è un punto di snodo fondamentale.

Puoi decidere di fermarti a mangiare qualcosa prima di ripartire, o di pernottare lì per poi affrontare la salita il giorno seguente, e trascorrere la serata ammirando la volta stellata.

Dal rifugio inizia la vera e propria salita verso la vetta. Seguendo un sentiero ben segnato dal CAI, attraversi praterie di tipo alpino, lasciandoti alle spalle l’emozionante panorama delle gole di Celano.

Talvolta perdendo quota per poi recuperarla, continui a salire—ammirando di tanto in tanto gruppi di corvi imperiali che si lasciano sollevare dalle correnti ascensionali—fino a raggiungere un “bivio” che a sinistra conduce al vicino monte Cafornia. Da qui la vetta del Velino sembra ormai vicina.

Non resta che da percorrere una lunga cresta che conduce all’ultimo pendio, godendoti la vista maestosa dei ripidi brecciai alla tua sinistra.

Al termine della cresta, c’è l’ultima salita ripida. Tieni duro finché la tradizionale croce di vetta non ti indichi che sei arrivato. Il panorama dalla cima del Velino è straordinario: data la sua posizione privilegiata, nelle giornate limpide si possono osservare tutte le cime degli Appennini, e nelle giornate limpidissime perfino le strisce dei due mari, l’Adriatico e il Tirreno. Non potrai non pensare che ne sia valsa la pena.

A punto de tocar el cielo #MonteVelino #Abruzzo

A post shared by Guillermo Rodríguez (@willrodrob) on

Il Velino innevato

Il percorso descritto, uno dei più agevoli, è anche uno dei più sfruttati per salire sul Velino quando c’è ancora la neve. Ecco cosa vedono gli escursionisti più esperti quando raggiungono la cima prima dell’arrivo della primavera. La croce di vetta è trasformata in una bizzarra scultura ghiacciata.

Il rifugio Vincenzo Sebastiani è gestito nei mesi estivi e aperto tutto l’anno al pernottamento. Il percorso descritto sopra—a partire dal rifugio fino alla cima—è quello contrassegnato dal numero 1. Interessante anche il percorso 3, che parte da un altro versante, a Rosciolo dei Marsi. Tutta la rete sentieristica è riportata, con mappa, sul sito del Parco.

Immagini: Copertina