Shakespeare and Co., la libreria più amata dagli artisti

Shakespeare and Co., la libreria più amata dagli artisti

Anche se con l’avvento degli ebook il nostro modo di leggere sta cambiando, le librerie rimangono dei luoghi unici in cui passare il proprio tempo. Qualche tempo fa abbiamo realizzato una lista delle più belle librerie del mondo, ma ce n’è una, a Parigi, che è entrata a far parte dell’immaginario di tutti i lettori: la Shakespeare and Co.

Aperta da Silvia Beach, una donna americana trasferitasi a Parigi come molti connazionali dell’epoca, nel 1919, questa libreria parigina è diventata negli anni Venti uno degli epicentri fondamentali del mondo artistico. Fra i suoi scaffali si potevano incontrare quotidianamente Hemingway, Joyce, Gertrude Stein, Ezra Pound, Man Ray, Fitzgerald e tanti altri artisti.

Al suo interno si vendevano, fra gli altri, anche i libri banditi, o che in altri paesi venivano censurati: era una libreria all’avanguardia, in cui si poteva trovare sempre il meglio che la letteratura mondiale offriva. Gestita dal gusto raffinato della sua proprietaria.

La Shakespeare and Company era così importante per il mondo culturale dell’epoca che Ernest Hemingway l’ha citata all’interno del suo libro Festa Mobile, evidenziando come Silvia Beach fosse un punto di riferimento decisivo per moltissimi scrittori. Lui stesso le ha fatto leggere le bozze di Addio alle Armi, ascoltando con profondo interesse i suoi consigli.

Nel 1941, durante l’occupazione nazista, la libreria è stata chiusa definitivamente. Ma nel 1951 un libraio di nome George Withman ne ha aperta una simile, Le Mistral, che come la Shakespeare and Co fungeva sia da libreria che da sala da lettura. Alla morte di Silvia Beach, Withman ha cambiato il nome della libreria in Shakespeare and Company per omaggiarla: e anche questa seconda versione è diventata subito un punto di riferimento per la generazione di artisti Beat come Allen Ginsberg, Gregory Corso e William Burroughs.

La Shakespeare and Company esiste ancora oggi, gestita dalla figlia di Withman, ed è ancora un luogo magico in cui ci si può fermare a leggere i frutti migliori del panorama letterario contemporaneo. È anche un rifugio per giovani artisti squattrinati: in cambio di qualche ora di servizio fra gli scaffali, infatti, chi ne ha necessità può rimanere a dormire sui divani della libreria durante la notte.

Immagine via Flickr