Shikoku Henro, il magnifico pellegrinaggio giapponese degli 88 templi

Shikoku Henro, il magnifico pellegrinaggio giapponese degli 88 templi

Quello di Shikoku è il pellegrinaggio giapponese più importante assieme al Kumano Kodo. Percorre l’intera costa di Shikoku—la più piccola delle maggiori isole giapponesi—lungo cui sono sparsi moltissimi templi buddhisti.

Il cammino è legato alla figura del monaco Kūkai (774–835), fondatore del buddhismo Shingon. Il monaco, conosciuto con il titolo onorifico Kōbō-Daishi, trascorse gran parte della vita a Shikoku visitandone i templi. Il motto del pellegrinaggio d’altronde è “Dōgyō Ninin“: significa che non sei mai solo lungo il percorso, lo spirito di Kūkai sempre al tuo fianco.

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Sebbene centinaia di migliaia di viaggiatori ogni anno si rechino a Shikoku, non sono molti quelli che decidono di percorrerlo a piedi. La maggioranza si sposta in tour organizzati con autumobili o autobus.

Shikoku Henro: il percorso

Infatti, per visitare gli 88 templi principali bisogna percorrere quasi 1200 km a piedi. Vi si impiegano dai 40 ai 50 giorni (ovviamente dipende anche dal proprio stato di forma).
Le tappe del percorso si dividono nelle 4 odierne prefetture di Shikoku (il cui nome significa letteralmente “quattro paesi”): Tokushima, Kōchi, Ehime e Kagawa.

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A ogni prefettura è assegnata una “condizione spirituale” attraverso le quali progredisce il pellegrino. Il risveglio (Hosshin) nella prefettura di Tokushima: templi 1-23. La disciplina ascetica (Shūgyō ) a Kōchi: templi 24-39. L’illuminazione (Bodai) a Ehime: templi 40-65. Il nirvana (Nehan) a Kagawa: templi 66-88.

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Non c’è un ordine prestabilito da cui iniziare il viaggio. Gli autoctoni partono solitamente dal tempio più vicino alla loro abitazione. Per ragioni pratiche si inizia a Tokushima, dal tempio 1 (Ryōzenji) e il percorso viene fatto in senso orario (templi 1-88): poiché è molto ben segnato.

Se si vuole aderire alla tradizione bisogna concludere il cammino nello stesso tempio da cui si è partiti. Perciò, se sei partito da Ryōzenji e hai completato il giro in senso orario, dopo il tempio 88 (Ōkuboji) devi tornarci. Inoltre, in molti non considerano completo il pellegrinaggio se questo non inizi (o termini) con una visita alla splendida area del monte Kōya, sito UNESCO e sede principale della scuola del buddhismo Shingon. Non si trova a Shikoku, bensì nella prefettura di Wakayama della penisola di Kii (Honshū). Sono le stesse aree dove si trovano i sentieri del Kumano. Iniziare il percorso da lì è come iniziarlo dalla “casa” del monaco Kūkai .

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Pianificare il pellegrinaggio Shikoku

Durante lo Shikoku Henro si entra praticamente in un mondo parallelo e si stabiliscono contatti molto forti con la popolazione locale. È consigliato farlo nei mesi più asciutti della primavera o dell’autunno, febbraio-marzo e ottobre-novembre. La stagione delle piogge (giugno-luglio) non è l’ideale per camminare due mesi, anche se alcuni appassionati ben attrezzati lo fanno.

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Bicicletta, autoveicolo, mezzi pubblici. Lo Shikoku si può fare in molti modi. Anche perché il percorso non è tutto su sentiero. Per una buona parte si cammina su asfalto o cemento. Camminare è senz’altro il modo più autentico di vivere l’esperienza. E anche il più impegnativo.

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Se si dorme in un minshuku ogni notte, la spesa del viaggio può aggirarsi sugli 80€ giornalieri, ma, usufruendo dei vari alloggi gratuiti lungo il cammino, è possibile abbattere i costi fino a 50€ al giorno.

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Se vuoi organizzare un viaggio: qui trovi le informazioni per reperire le mappe, anche cartacee, e su dove dormire e dove mangiare. Qui invece il lungo racconto di un’esperienza di viaggio, con molte informazioni. Visita anche il sito ufficiale di Shikoku, e questo bel sito, un’utilissima risorsa con l’elenco di tutti i templi.

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