Shūbun No Hi: la festività giapponese che celebra l’arrivo dell’autunno

Shūbun No Hi: la festività giapponese che celebra l’arrivo dell’autunno

Con il passaggio sancito dall’equinozio del 22 settembre, l’estate è terminata per lasciare spazio all’autunno: la stagione dolcemente decadente che con i suoi colori rende tutto più romantico e malinconico. In Giappone questo passaggio temporale viene festeggiato con una festività dedicata: lo Shūbun No Hi.

Questo rito, legato allo scorrere del tempo e al mutare della natura, è una festa nazionale buddista che si celebra fin dal 1948 in Giappone. E a incarnare lo Shūbun No Hi è l’Higanbana (giglio ragno rosso), un fiore narrato anche nella Sutra del Loto, oltre all’acero.

Letteralmente Shūbun No Hi, infatti, significa “fiore dell’equinozio autunnale“: la cultura giapponese è da sempre molto legata alla connessione che esiste fra trasformazioni naturali e trasformazioni dello spirito. Durante queste festività non si celebra soltanto una condizione ambientale, ma uno stato dello spirito e della vita umana.

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Nell’arco di un intero anno, nel Paese nipponico si festeggiano 24 Setsubun, ovvero i giorni di transizione più importanti, che segnano delle fasi vitali, e lo Shūbun No Hi è uno di questi. Oltre all’Higanbana, come abbiamo detto, l’altro grande simbolo di questa festa è l’acero: i giapponesi, infatti, spesso definiscono l’autunno “la grande pioggia di foglie d’acero“.

Durante i giorni di transizione, solitamente, i giapponesi vanno a visitare i propri defunti, e in segno di onorificenza posano sulle tombe dei piccoli dolci tradizionali, accendono poi degli incensi. La forma dei dolcetti offerti deve essere rotonda perché questa forma, secondo le credenze giapponesi, è particolarmente gradita agli spiriti degli antenati.

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In questo stesso giorno, poi, si festeggia anche lo Tsukimi, che è una festa dedicata al culto della luna: una tradizione di origine cinese, che durante l’antichità si affermò anche in questo Paese. Tsukimi significa “osservare la luna” e in passato veniva definita Festa della Luna di Mezzo Autunno, visto che si festeggiava proprio il quindicesimo giorno dell’ottavo mese del calendario lunare giapponese.

All’ora del tramonto, si guarda la luna e si consumano insieme dei lauti banchetti. Spesso componendo musica e haiku. Per l’occasione, poi, si preparano piatti tradizionali speciali. Come i famosi Tsukimi Dango, dei dolci di riso dalle forme più disparate: spesso vengono create delle piccole sfere di riso, che poi sono impilate creando una forma piramidale, come i profiterole. Una volta preparati, questi dolcetti di riso vengono messi vicino alla finestra in modo da essere illuminati dal bagliore della luna, e poi consumati.

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