Sotto Cadice, in Spagna, sono stati scoperti antichissimi tunnel

Sotto Cadice, in Spagna, sono stati scoperti antichissimi tunnel

Cadice è una città dell’Andalusia in Spagna nota soprattutto per le sue spiagge, il sole e il mare che attirano centinaia di migliaia di turisti l’anno e per la sua storia antichissima: Cadice, secondo gli storici, sarebbe stata fondata dai Fenici nell’XI secolo a.C.

Oltre alla cattedrale barocca, il teatro e altri luoghi rinomati di Cadice, di recente se n’è aggiunto uno decisamente inedito: un labirinto segreto di tunnel che si trova sotto la superficie della città.

Il labirinto sotterraneo era sempre stato al centro di leggende metropolitane fino a quando un gruppo di ragazzi, anni fa, non ha scoperto l’accesso, tramite una fogna. Oggi, uno di quei bambini, Eugenio Belgrano, è diventato lo speleologo del sito archeologico.

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Il sistema di tunnel sotto Cadice sarebbe estremamente vasto tale da coprire un’area di circa 60 km. Al suo interno di trovano anche cave e luoghi di sepoltura. Belgrano e il suo team di speleologi lavora ogni giorno, calandosi nei tunnel. Finora è stata scoperta soltanto una minuscola porzione di città nascosta.

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La prima attestazione storica di questo complesso di corridoi sarebbe databile a 3mila anni fa, quando i Fenici fondarono il porto della città. I tunnel vennero poi ampliati dai Romani e qualche significativa aggiunta ci fu anche tra il 16esimo e il 18esimo secolo.

Ma a cosa servivano? Qui sotto Cadice passavano soldati, contrabbandieri e membri di sette per riunirsi segretamente o spostarsi sotto la città senza farsi scoprire. All’epoca dei Romani i tunnel venivano usati per dare l’acqua a tutta la città o come luogo di sepoltura. Gli ebrei e gli apparteneneti all’ordine dei Rosa-Croce, molti anni dopo, tra il 1478 e il 1834, li usavano invece per scappare dalle persecuzioni o ritrovarsi per compiere i propri riti.

Lo speleologo Belgrano, in un’intervista della BBC, ha detto: “È una specie di macchina del tempo. Scendi di cinque metri e ti ‘muovi all’indietro’ di cinquecento anni. Non si ha la percezione di vivere nel 21esimo secolo, quando sei lì giù ti disconnetti dal resto del mondo, ed è come trovarsi in un altro pianeta.”

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Immagini via Flickr