Sperlinga, il borgo siciliano costruito nella pietra arenaria

Sperlinga, il borgo siciliano costruito nella pietra arenaria

Tutto ciò che piacque ai siciliani, soltanto Sperlinga lo negò.” La scritta compare sulla facciata del castello di Sperlinga, voluta dal Principe Giovanni Natoli.

Questo motto col tempo ha indicato, più in generale, un comportamento isolato che si discosta da quello condiviso dagli altri. A vedere ancora oggi Sperlinga si capisce come mai sia nato proprio qui.

Sperlinga, o come la chiamano i siciliani “Spillinga“, fa parte dei borghi più belli d’Italia. Situato tra i monti Nebrodi e le Madonie, sta nella cuore della Sicilia. Il suo nome deriva dal greco “Spelonca”, grotta, perché questo paese, di neanche mille abitanti, è stato scavato in una gigantesca parete di pietra arenaria.

Sulla facciata della mole, ci sono decine di grotte che misurano 2 metri per lato. Le grotte di Sperlinga sono state abitate fino ai tempi recenti, negli anni ’60 del secolo scorso. L’ultima è stata abbandonata nel 1985.

Tra queste terre, in una contrada di Sperlinga, è stata scattata una famosa foto di Capa dello sbarco in Italia degli alleati, nella quale si vede un soldato chiedere informazioni stradali a un pastore. Lo scatto è stato pubblicato anche sulla copertina di Life.

Tra le caratteristiche di questo borgo ce n’è una dialettale molto strana. Intorno all’anno mille questa zona della Sicilia è stata colonizzata da popoli del nord e in seguito a queste numerose migrazioni ancora oggi si parla un dialetto gallo-italico con forti influenze siciliane. È un misto di francese antico e piemontese medioevale.

La parte più bella di Sperlinga rimane il castello, in parte scavato nella roccia e risalente addirittura al XII secolo a.C. La zona è stata usata, dalle popolazioni indigene, come luogo di culto.

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A Sperlinga esistono molti percorsi e itinerari turistici che è possibile seguire. Dal borgo rupestre alla Valle, dove è possibile vedere scavi rupestri adatti soprattutto ad appassionati escursionisti e instancabili camminatori. È una zona molto suggestiva, dove le rocce sono venate del rosso degli ossidi di ferro.

Oltre agli edifici e alle rocce c’è anche un parco dove insieme alle numerose piante arboree da frutto ve ne sono alcune per uso officinale.

Purtroppo il castello, a causa di alcune frane, è reso spesso inagibile. Il borgo rupestre che ha resisto per secoli, anche ai bombardamenti, oggi rischia di crollare. Perderlo, per rovesciare il motto di Sperlinga, vorrebbe dire perdere irrimediabilmente un pezzo della nostra storia.

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