Il colossale tempio peruviano di Chavín de Huantar

Il colossale tempio peruviano di Chavín de Huantar

Fra i patrimoni mondiali dell’UNESCO del Sudamerica, c’è anche un sito archeologico poco conosciuto, chiamato Chavín de Huantar. Si trova in Perù, e conserva la memoria della cultura Chavín. Una civiltà che si sviluppò nelle terre andine settentrionali fra il 900 e il 200 a.C.

È una fonte di storia e bellezza artistica impressionante. La sua particolare posizione rese il tempio di Chavín de Huantar uno dei luoghi di culto più apprezzati per i pellegrinaggi. E le sue camere sotterranee conservano decorazioni e statue con motivi che richiamano diversi stili. Collegando le popolazioni che vivevano sulla costa, a quelle che abitavano gli altopiani.

La civiltà dei Chavín

Questa antica civiltà sorse nella valle di Mosna, nell’area in cui i due fiumi Mosna e Huachecsa convergono. Per l’epoca, la civiltà Chavín rappresentava uno sviluppo culturale e tecnico molto importante: la sua ascesa coincise con lo sviluppo preincaico che acuì le tradizioni religiose di pari passo con lo sviluppo agricolo e sociale. Creando un panorama artistico e culturale che avrebbe condizionato molte culture limitrofe.

Uno degli esempi dello sviluppo tecnico raggiunto dai Chavín è tutt’ora presente nel tempio di Chavín de Huantar. Tutta la struttura infatti possiede un efficientissimo sistema di drenaggio dell’acqua. Che consentiva di sopperire alle piogge intense che si abbattevano sulla zona. Inoltre, grazie ai reperti, sappiamo che questa civiltà aveva ottenuto importanti sviluppi anche nel campo della metallurgia e della saldatura.

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Nel corso della sua storia, poi, dal punto di vista artistico questo popolo conobbe sostanzialmente due fasi. Che infatti sono distinguibili nelle varie sezione del tempio. Una corrispondente all’edificazione del “tempio antico”—la porzione di struttura più datata—e una a quella del “tempio nuovo”. Che dimostra come anche gli stili nella realizzazione delle statue ornamentali sacre e delle decorazioni si fossero radicalmente affinati.

Il tempio di Chavín de Huantar

Il sito in cui è possibile ammirare il tempio si trova a circa 250 chilometri a nord di Lima, la capitale del Perù. E può essere visitato tramite escursioni organizzate. Il tempio iniziò un lungo declino, come del resto tutta la civiltà dei Chavín, all’incirca attorno al 300 a.C. Fino a essere completamente dimenticato: tanto che molti villaggi circostanti, già dopo il 200 a.C., ignoravano la sua esistenza.

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Il sito è sostanzialmente composto da tre sezioni principali: Il Tempio Antico, il Tempio Nuovo e la Piazza Circolare. Che rappresentavano la principale attrattiva religiosa dell’epoca Chavín. Moltissimi pellegrini visitavano il tempio, e gli abitanti della zona seppellivano i propri defunti nelle camere sotterranee.

Il Tempio Antico è stata la prima struttura costruita, edificata ampliando una serie di passaggi e loculi attorno a una corte centrale. L’edificio era abbellito da obelischi e statue in pietra, che raffiguravano sia guerrieri e sacerdoti che animali (il giaguaro, ad esempio, sembra che fosse considerato un animale sacro dai Chavín). La galleria sotterranea, inoltre, conteneva “la statua del Lanzón“. Ovvero la divinità principale adorata all’interno del tempio. La sua statua rappresenta un essere umano con una testa felina ed è alta 4,5 metri.

Anche nel Tempio Nuovo è presente una statua del Lanzón, ma ha caratteristiche e dimensioni diverse, più ridotte. Ha dei richiami stilisticamente diversi, probabilmente simbolici, dalla commistione con i monili provenienti dalle coste del Perù. La statua, infatti, tiene strette nelle mani due grandi conchiglie. Anche questa struttura, comunque, è costituita da una corte centrale—sotto cui si trova la camera con il Lanzón—e da una serie di passaggi che le si sviluppano attorno.

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L’ultima sezione del tempio è quella della Piazza Circolare, sembra un luogo sacro situato all’interno di una zona cerimoniale. Un’area perfettamente circolare, con un diametro di 20 metri e un pavimento fatto di pietre a forma di cuscino in diatomite gialla. Fungeva da entrata per entrambi i templi, ma secondo la ricostruzione storica era in questo luogo che si tenevano i riti religiosi.

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