In vacanza ti comporti più da turista o da viaggiatore?

In vacanza ti comporti più da turista o da viaggiatore?

Quando si affronta un viaggio ci sono due modi per farlo, due diversi approcci. C’è quello da turista e quello da viaggiatore. 

A dirlo è Holidify, una compagnia di viaggio che organizza i visti per l’India. Holidify ha deciso, simpaticamente, di marcare le differenze tra una tipologia e l’altra di vacanzieri.

La diversità sostanziale non sta nel numero di chilometri percorsi: andare in Australia o in Giappone non fa di te automaticamente un viaggiatore. Ma nello stile di viaggio, nel modo in cui ci si relaziona con la natura, con la città e con gli imprevisti.

Già quando si prepara la valigia si notano le prime differenze. Secondo Holidify, il turista ha bisogno di bauli giganteschi dove mettere non soltanto tutti i vestiti (anche quelli per la sera), ma pure gli accessori tecnologici che si usano durante il resto dell’anno. Oggetti che il viaggiatore lascia, felicemente, a casa.

All’arrivo, il turista mentre trasporta il suo gigantesco trolley pensa prima di tutto al ristorante dove andare a mangiare e poi all’albergo dove andare a dormire, mentre il viaggiatore non vede l’ora di posare le cose e rimettersi in marcia.

La scelta dell’albergo è cruciale per la perfetta riuscita di un viaggio da turista. Tutto deve essere perfetto, comodo e pulito. Se qualcosa è fuori posto, il turista mette in discussione tutto il viaggio. Il viaggiatore, invece, non dimentica di portarsi una tenda da campeggio, pronto all’eventualità di dormire fuori, non soltanto se ce n’è bisogno ma anche per godersi al meglio la natura.

La differenza più recente è sicuramente il modo in cui si scattano le foto. I turisti preferiscono di gran lunga usare il selfie stick per testimoniare, prima della bellezza del luogo, la loro presenza. Il viaggiatore, invece, sistema gli zoom della macchina fotografica e, a costo di caricarsi il cavalletto su per una montagna ripida, deve assolutamente scattare quella panoramica con quella particolare luce.

Le deviazioni e gli imprevisti sono all’ordine del giorno per un viaggiatore. Non c’è strada chiusa che tenga. Esplorare vuol dire anche sporcarsi le mani, metaforicamente e non. Il turista preferisce, invece, seguire l’itinerario di una guida, e quando incontra un ostacolo trovare subito qualcos’altro da fare.

Viaggiare poi può essere un’esperienza straordinaria anche da soli. Il viaggio diventa personale, profondo e difficile. Questo non spaventa il viaggiatore, a differenza del turista che preferisce muoversi in gruppo e frequentare posti che non a caso si dicono “turistici”.

Immagini via Flickr