Visitare la Val d'Orcia, uno dei luoghi più incantevoli della Toscana

Visitare la Val d'Orcia, uno dei luoghi più incantevoli della Toscana

Se ami l’arte, vai in cerca di tipicità enogastronomiche, o hai semplicemente bisogno di ricaricarti trascorrendo un fine settimana in un ambiente armonioso, in Val d’Orcia—che si estende nella Toscana sudorientale al confine con Lazio e Umbria, fra Grosseto, Siena, Perugia e a poca distanza da Cortona—puoi trovare tutte queste caratteristiche, coniugate secondo la tradizione italiana.

Grazie al suo paesaggio peculiare e a un’antropizzazione ‘morbida’, con una miriade di poderi diffusi sulle vellutate colline punteggiate di cipressi, la Val d’Orcia è un simbolo della Toscana. È tale anche per l’UNESCO, che l’ha eletta Patrimonio mondiale dell’Umanità nel 2004 con questa motivazione: essa sarebbe “modello esemplare della maniera in cui il paesaggio veniva ridefinito nell’epoca del Rinascimento, al fine di riflettere gli ideali del buongoverno rispecchiando un’immagine esteticamente gradevole”.  Sempre per l’UNESCO, è anche per queste ragioni che la Val d’Orcia ha saputo ispirare molti pittori della Scuola Senese—ai quali è stata dedicata recentemente una mostra diffusa—durante il Rinascimento.

Attraversata dal fiume Orcia e dalle antiche vie Cassia e Francigena (la strada medievale che collegava Roma al nord), la Val d’Orcia—molto amata da registi stranieri e italiani, come Ridley Scott (che vi ha girato Il Gladiatore) e Franco Zeffirelli (che l’ha scelta per Romeo e Giulietta)—è affollata di splendidi borghi tutti da visitare. Come Castiglione d’Orcia, orgogliosamente arroccato al centro della valle. O Montalcino, patria del Brunello, uno dei vini Sangiovese più apprezzati al mondo. O come Pienza, Radicofani, San Quirico, Bagno Vignoni. Vediamone alcuni più da vicino.

Pienza

Pienza è il borgo più importante della Val d’Orcia soprattutto grazie al suo centro storico (anch’esso sito UNESCO): una preziosa testimonianza della realizzazione, seppur parziale, di città ideale rinascimentale. Papa Pio II affidò infatti all’architetto Bernardo Rossellino, nella seconda metà del Quattrocento, la trasformazione urbanistica del suo borgo natale. L’eccezionale risultato è palpabile soprattutto nella luminosissima piazza centrale, che grazie alla sua pianta trapezoidale ti regala l’illusione di essere immerso in uno spazio molto più ampio: vi si trovano il Duomo, che si staglia contro il cielo, e, in posizione divergente, il Palazzo Vescovile e il classicheggiante Palazzo Piccolomini, ispirato al Palazzo Rucellai di Leon Battista Alberti che si trova a Firenze.

I cipressi di San Quirico

San Quirico d’Orcia è da visitare anche solo per la sua chiesa principale, la collegiata dei Santi Quirico e Giuditta. Antichissimo, oltre a torri e rocche di grande interesse, San Quirico custodisce gli Horti Leonini, un giardino all’italiana allestito nel ‘500 al posto delle antiche fortificazioni.

Nel territorio comunale di San Quirico si trovano due magnifiche attrazioni. A nord est del paese, su una strada sterrata che conduce a San Quirico da Pienza, c’è l’iconica chiesetta della Madonna di Vitaleta.

ora et labora #MadonnadiVitaleta #SanQuiricodOrcia #Toscana

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Mentre a nordovest, alle porte del paese, trovi due piccoli gruppi di cipressi detti “di San Quirico”: sono l’emblema paesaggistico dell’intera regione Toscana.

Castiglione d’Orcia

Alle pendici del Monte Amiata, Castiglione è quasi un piccolo borgo montano circondato da piccolissime frazioni che ne arricchiscono la bellezza. Il suo maggior centro di interesse è forse la Rocca di Tentennano nella frazione di Rocca d’Orcia. Costruita nel XII secolo, la Rocca è in realtà molto più antica, come suggerisce il suo nome nella forma medievale (Titinianum), che deriverebbe da Tinia: così gli etruschi chiamavano il padre di tutti gli dei.

Bagno Vignoni

È l’unica, minuscola frazione di San Quirico e uno dei più pittoreschi borghi italiani che deve la sua esistenza all’acqua. Al centro del borghetto infatti una sorgente di acqua termale bollente (52°C) sgorga in una grande vasca cinquecentesca, chiamata “Piazza delle Sorgenti”. Bagno Vignoni era già nel medioevo una stazione termale, ma l’utilizzo della sorgente risale a un’epoca decisamente più antica, preromana. D’inverno, l’effetto scenografico del contatto fra l’acqua fumante e l’aria fredda è eccezionale.

Ma quanto è bello questo posto…#vascadellesorgenti #bagnovignoni

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Qui una mappa della Val d’Orcia con le principali località. La geolocalizzazione dei due gruppi dei “cipressetti di San Quirico”, a ridosso della via Cassia, la trovi qui e qui. Le coordinate per raggiungere la chiesetta della Madonna di Vitaleta invece sono qui.

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