La stupenda Val d’Ultimo in Alto Adige, alla ricerca dei larici millenari

La stupenda Val d’Ultimo in Alto Adige, alla ricerca dei larici millenari

In questi giorni sei alla ricerca di luoghi dove poter ammirare la bellezza dell’autunno? Te ne abbiamo già suggeriti alcuni, dove puoi trascorrere anche solo una giornata libera camminando nella natura, fra i meravigliosi colori autunnali.

Alcuni percorsi si trovano nell’Italia centrale—il Cammino di Francesco nel Lazio, la Valle Umbra, la Val d’Orcia in Toscana. Altri al nord: come l’imperdibile Treno del foliage. Sempre al nord, precisamente nella provincia autonoma di Bolzano—città bike friendly—in Trentino Alto Adige, si trova la meta di cui ti parliamo oggi: la stupenda Val d’Ultimo.

La Val d’Ultimo (Ultental in tedesco) è una valle altoatesina idilliaca, a sud di Merano e a ovest di Bolzano. Scopriamola insieme.

La Val d’Ultimo

La valle si estende per circa 40 km e il suo paesaggio, fiancheggiato da catene montuose e punteggiato da malghe, è caratterizzato da antichi masi e grandi pascoli alpini.

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Vi si trovano due laghi artificiali: il lago di Zoccolo, formato dalle acque del fiume Valsura e il bellissimo lago di Fontana Bianca.

Per gli escursionisti la Val d’Ultimo è molto stimolante. Anche perché presenta un’attrazione particolare: i larici millenari, le conifere più antiche d’Europa.

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I larici millenari della Val d’Ultimo

I larici millenari, protetti dall’UNESCO e sotto tutela provinciale dal 1979, oggi sono tre: in passato erano 9, posti ai margini di un bosco a protezione dalle valanghe. Si trovano presso Santa Gertrude, a 1.430 metri di altitudine, vicino ai masi “Außerlahn“.

Sul fatto che i larici della Val d’Ultimo siano millenari ci sono pochi dubbi: del ceppo di un larice affine a quelli superstiti, abbattuto dal vento nel 1930, furono contati circa 2.200 “cerchi ”, ovvero anelli di accrescimento. I tre larici sopravvissuti fino a oggi sono le più antiche conifere di tutta l’Europa.

I tre alberi portano senz’altro i segni del tempo: la cima del più alto dei tre, alto quasi 37 metri, è stata colpita da un fulmine ed è disseccata.

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L’albero con la circonferenza più grande (8,34 metri), poi, alto quasi 35 metri, reca una pittoresca escrescenza sulla corteccia, quasi un grosso bernoccolo.

Il più piccolo dei tre, invece, presenta una singolare cavità, come una piccola capanna in cui si può entrare e guardare il cielo a testa in su: infatti, da molto tempo il tronco si è spezzato a sei metri di altezza. Tuttavia il larice è ben vivo, un suo ramo laterale che germoglia ogni anno ne è diventato la cima, portandolo all’altezza considerevole di 22,5 metri.

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Il larice è l’unica conifera europea non sempreverde. Visitando la Val d’Ultimo in autunno potrai goderti lo spettacolo della colorazione dorata.

I tre larici millenari ospitano molti animali nelle loro incavature: ripostigli per martore, civette, picchi e pipistrelli. Proprio a causa dei mammiferi volanti, secondo la tradizione popolare sudtirolese i larici millenari sono “Fledermauslarch“, cioè “larici dei pipistrelli”.

Come raggiungere i larici millenari della Val d’Ultimo

È proprio l’autunno il periodo dell’anno consigliato per una gita alla scoperta dei larici secolari della Val d’Ultimo. Percorrendo la Statale 38 dello Stelvio in direzione Merano, si attraversa la valle fino a giungere allo stupendo paesino di San Nicolò.

Ci si porta poi verso la cascata Klapfbergfall dopo aver seguito il corso del torrente Valsura. Dalla cascata, dopo una camminata di un’ora si arriva al centro di Santa Gertrude, a 1500 metri di altitudine. Da lì, basta una passeggiata di venti minuti seguendo un percorso segnato “Larici secolari – Ultner Urlärchen”. Il percorso parte dal Centro Visitatori del Parco dello Stelvio e la sua pendenza è minima, il che lo rende davvero adatto a tutti.

Immagini: Copertina