Il Vallone dei mulini di Sorrento inghiottito dalla natura

Il Vallone dei mulini di Sorrento inghiottito dalla natura

La natura si riprende sempre quello che le appartiene, prima o poi. Proseguendo la nostra sezione sulle meraviglie nascoste del nostro paese, oggi ti vogliamo parlare di una gemma nascosta in Campania che sta vivendo questa sorte.

Sulla costiera sorrentina, c’è il luogo magico e antico del Vallone dei mulini. Creato più di trentamila anni fa da un’eruzione dei Campi Flegrei, un tempo qui sorgeva il porto di Capo di Cerere. Distrutto dalla frana del 1600, per sfruttare le acque del torrente è stato costruito un mulino usato per la macinazione del grano. Poco dopo, sono stati edificati anche una segheria che veniva alimentata dall’acqua che scendeva dalle colline e un lavatoio per il bucato. Il luogo era a quel tempo talmente caratteristico che alcuni artisti italiani e stranieri lo sceglievano come soggetto per le loro opere.

Una volta, nella penisola, di mulini ce n’erano cinque a indicare i confini tra una zona e l’altra. Questo Vallone di Sorrento è il meglio conservato.

La natura, però, col tempo, ha cominciato a riappropriarsi degli spazi che l’uomo le ha sottratto. Fino all’ottocento il mulino veniva utilizzato, ma una volta urbanizzata la zona il Vallone è stato isolato e sono state chiuse tutte le vie di comunicazione per raggiungerlo. Oggi è rimasto soltanto un piccolo cancello, visibile dalla strada che porta da piazza Sant’Antonio al porto. Una volta, proprio dal porto, si poteva arrivare al Vallone attraverso un ponte che guadava il ruscello.

Grazie all’isolamento la zona non è intaccata da agenti atmosferici esterni, l’umidità all’interno del Vallone rimane costante tutto l’anno e si aggira intorno all’80%.

È il microclima ideale per moltissime piante, per questo scorgere il rudere del mulino diventa sempre più difficile, visto l’infestazione che sta coprendo il luogo. Per continuare a preservare questo posto, non è possibile accedervi e i visitatori possono ammirarlo soltanto da lontano e vedere come la viva natura risorga sull’abbandono umano.

Immagini via Facebook