Il ponte olandese

Il ponte olandese "al contrario" che sembra uscito da un quadro surrealista

Quando pensiamo a un ponte, ci viene subito in mente una struttura che ci permette da un punto A di superare un corso d’acqua o degli avvallamenti per arrivare a un punto B e viceversa. Per come siamo stati abituati, inoltre, il tracciato può essere a disposizione di pedoni, bici o veicoli. Non è però il caso del ponte dell’acquedotto Veluwemeer in Olanda, dove succede qualcosa di diverso.

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La struttura, infatti, produce fin da subito un effetto straniante. Il motivo? Come puoi vedere dalle foto, la particolarità dell’opera consiste nel fatto che la parte superiore sia adibita per l’attraversamento di imbarcazioni di piccole e medie dimensioni, mentre la parte inferiore per le automobili.

Prima di parlare nel dettaglio del progetto, però, bisogna dire che il contesto in cui è stato costruito giustifica la sua particolare conformazione. Il ponte si trova nei Paesi Bassi, una nazione che ha fatto della necessità di trovare spazio una virtù.

ponte

Lo Stato dei Paesi Bassi, infatti, è famoso per aver ricavato spazio dal mare tramite dighe e sistemi di drenaggio. Entrambi sistemi che permetto di salvaguardare sia il 20% del territorio che si trova sotto il livello del mare, che il restante a poco più di un metro sopra.

In questa prospettiva, si innesta perfettamente l’ideazione del particolare ponte inaugurato nel 2002. Nel dettaglio è lungo 25 metri e largo 19 e ubicato, per l’appunto, tre metri sotto il livello del mare. Costruito per razionalizzare gli spazi, ma senza dover rinunciare a un ottimo design, il ponte di Veluwemeer viene attraversato quotidianamente da circa 30mila veicoli. Ma cosa collega di preciso il ponte? La terra ferma a Flevopolder, nota per essere l’isola artificiale più grande del mondo.

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