I viaggi da fare assolutamente nel 2018 secondo National Geographic

I viaggi da fare assolutamente nel 2018 secondo National Geographic

Quali viaggi organizzare nel 2018? Come ogni anno, ci pensano i redattori di National Geographic Travel a suggerirti le località “imperdibili” da visitare l’anno prossimo.

Città low-cost, cammini suggestivi, capitali europee da riscoprire, splendide vallate in Sudamerica, località turistiche già molto celebri, ma osservate da un punto di vista alternativo. Non manca nulla, nella lista di National Geographic, che possa ispirare i tuoi prossimi viaggi. Vediamo insieme le cinque mete di viaggio più interessanti.

Jordan Trail

Il Jordan Trail è una splendida sorpresa per ogni appassionato di hiking. Come si legge sul sito ufficiale, è un percorso nuovo di zecca che unisce la Giordania da nord a sud. È lungo più di 650 chilometri, percorribili anche in meno di 40 giorni.

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Alcuni escursionisti sulle dune del Jordan Trail

Diviso in otto sezioni, a loro volta suddivise in tappe intermedie, parte da Umm Qais e arriva fino al Mar Rosso. Attraversando meraviglie naturali, come l’incredibile canalone Uadi Rum, patrimonio mondiale UNESCO. Regioni antichissime, come quella tradizionalmente nominata Betania. E siti storici che andrebbero visitati almeno una volta nella vita, come Petra.

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Petra, in Giordania

Il sentiero, cha attraversa foreste, canyon, deserti, è gratuito. Ed è un’alternativa straordinaria ai grandi cammini più conosciuti. Un’occasione che ti permetterà anche di entrare in contatto con le tradizioni locali.

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Incontri speciali sulle vie giordane

Tblisi

Tblisi, la capitale della Georgia, è una città che il National Geographic definisce “selvaggia e anarchica”. Fra le ragioni per cui visitarla, le molteplici influenze sulla sua architettura. Persiane, arabe, bizantine, armene, sovietiche. Sicuramente una delle più originali destinazioni di viaggio al mondo, Tblisi colpisce anzitutto per la sua caotica città vecchia, e per l’antica fortezza Narikala, che domina l’abitato.

Beautiful panoramic view of Tbilisi at sunset, Georgia country

Tblisi, in Georgia

Non puoi tornare da un viaggio a Tblisi senza aver assaggiato il Khinkali in qualche taverna, frequentato i bazaar, e fatto un bagno tradizionale nelle terme sulfuree di Abanotubani.

North Shore, Oahu (Hawaii)

L’isola hawaiana di O’ahu, dove si trova la capitale Honolulu, è una meta turistica già molto celebre. La sua costa settentrionale è frequentata regolarmente dai surfisti in cerca di alte onde durante l’inverno. Mentre da maggio a settembre l’acqua è più calma, ideale per lo snorkeling

Ma a O’hau puoi anche vivere singolari esperienze in fattorie agriturismo. Come nella fattoria Kahuku, che insieme ad altre imprese locali contribuisce al progetto “Keep the Country Country!” in difesa delle tradizioni locali. Presso la North Shore Mohala Farms i turisti possono prestare manodopera in cambio dell’alloggio.

Il Koolau Range a O'ahu

Il Ko’olau Range a O’ahu

Jujuy (Argentina)

Situata nel settore nord-ovest dell’Argentina, la provincia di Jujuy si trova al confine con Bolivia e Cile. La ragione principale per andarvi è visitare la splendida Quebrada de Humahuaca, una valle nominata Patrimonio dell’umanità UNESCO nel 2003. Vi si trova la splendida catena montuosa dell’Hornocal, a 25 chilometri dalla città di Humahuaca, e il Cerro de los Siete Colores. I cui splendidi colori sono il risultato di una storia geologica complessa: la deposizione di sedimenti marini è stata scolpita in epoche successive dall’erosione fluviale.

La catena montuosa dell'Hornocal

La catena montuosa dell’Hornocal

Harar (Etiopia)

Definita dal National Geographic “la più sorprendente città africana”, l’incantevole Harar è al primo posto nella selezione della rivista. Distante dalla capitale Addis Abeba, Harar si trova a est, quasi al confine con la Somalia. A più di 1800 metri s.l.m. 

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Uno scorcio di Harar

Con 82 moschee (3 delle quali risalenti al X secolo), è una città santa dell’Islam. Le mura della città vecchia vennero edificate fra il XIII e il XVI secolo. Ma il carattere di Harar è tutto nel labirinto di viottoli della città vecchia, protetti da muri multicolori. E nelle sue caratteristiche case che, come si legge nel file UNESCO (anche Harar è Patrimonio dell’umanità), sono il lato più spettacolare dell’antica eredità culturale della città. Sviluppatosi a causa dell’incontro delle culture africana e islamica.

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La casa-museo di Rimbaud

Nel centro della città vecchia, una grande casa dalla facciata di legno e pannelli di vetro colorato (nella foto sopra), è stata trasformata nel 2000 in un museo dedicato ad Arthur Rimbaud. È qui infatti che, lasciata l’Europa, il poeta francese si stabilì dopo aver attraversato il Golfo di Aden su un sambuco, e il terribile deserto somalo.

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Incontri speciali ad Harar

In questa città sorprendente, puoi assaggiare la migliore birra etiope, e il miglior caffè. Inoltre, devi sapere che di notte le iene sono benvenute ad Harar. Gli “hyena men” sono in grado da generazioni di dar loro da mangiare con le proprie mani.

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Uno “Hyena man” in azione

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